12 gennaio 2018 - Ravenna, Cronaca

Concussione e induzione indebita, ai domiciliari due funzionari di Hera

Indagini della Guardia di Finanza

Pretendevano denaro e utilità di ogni genere dalle imprese sulle quali avrebbero dovuto vigilare nell'esecuzione di opere destinate a fornire servizi pubblici ai cittadini (si parla di 5-6 imprese del territorio Ravennate e Bolognese). Queste le accuse nei confronti di due funzionari di Hera Spa. Come spiega la Guardia di Finanza, dalle prime ore del mattino militari del Comando Provinciale stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Ravenna: i funzionari sono indagati per concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Il provvedimento cautelare, spiega la nota della Gdf, è stato adottato sulla scorta delle risultanze delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Faenza, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ravenna. Hanno messo in luce, secondo l'ipotesi accusatoria, svariati episodi illeciti posti in essere dai due arrestati, i quali si procuravano somme di denaro, beni ed altre utilità dagli imprenditori incaricati dell’esecuzione di opere destinate a fornire servizi pubblici alla collettività.

 

I dettagli dell’operazione denominata "Barabba" sono stati resi noti dal Procuratore della Repubblica di Ravenna, dott. Alessandro Mancini, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina in Procura, alla presenza del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna, Colonnello Andrea Fiducia.

 

I particolari

 

In particolare, le attività di indagine hanno permesso di accertare gravi e ripetuti episodi illeciti (iniziati nel 2004 e protrattisi fino all'inizio delle indagini, nel 2015) commessi da un ingegnere dell’ufficio Direzione Lavori e da un assistente di cantiere di HERA, i quali, abusando dei poteri derivanti dai ruoli ricoperti all’interno dell’azienda multiutilty, si procuravano somme di denaro, beni ed altre utilità per fini strettamente personali dagli imprenditori incaricati dell’esecuzione di opere pubbliche destinate a fornire servizi primari alla collettività.

 

L’indagine, avviata oltre due anni fa, è scaturita dalla denuncia presentata alla Guardia di Finanza di Faenza da un imprenditore, stanco di sottostare alle molteplici ed incalzanti richieste provenienti dai due funzionari pubblici oggi arrestati, i quali pretendevano utilità economiche personali prospettando, in caso contrario, di ostacolare il pagamento dei corrispettivi dovuti per i lavori svolti ovvero di poter favorire altre imprese concorrenti nell’assegnazione di future commesse.

 

Le investigazioni sviluppate dalla Guardia di Finanza di Faenza hanno fatto emergere a carico dei due funzionari di HERA la commissione di molteplici reati contro la Pubblica Amministrazione, caratterizzati da serialità ed ampia diffusione, mettendo in evidenza la spiccata propensione degli arrestati a servirsi delle funzioni pubbliche loro attribuite per scopi di personale arricchimento.

 

Gli stessi, sebbene deputati a controllare la regolare realizzazione di opere destinate a finalità collettive, anche attraverso la rendicontazione e l’asseveramento dei lavori svolti, sono risultati intrattenere continui e stretti rapporti di favore con i soggetti economici esecutori delle opere da vigilare, in evidente conflitto di interesse con i delicati incarichi ricoperti e con le mansioni loro affidate, dirette al conseguimento del pubblico interesse.

 

Infatti, dal tenore dei colloqui telefonici intercettati, corroborati dall’esame della copiosa documentazione acquisita nonché da estese indagini finanziarie e da mirati servizi di osservazione e pedinamento effettuati dalle Fiamme Gialle, è emersa la scorretta e consolidata prassi dei due funzionari di lucrare i più disparati profitti personali dalle ditte incaricate dello svolgimento di opere commissionate da HERA: denaro contante, apparati tecnologici, elettrodomestici, oltre all’esecuzione di molteplici lavori edili presso immobili privati dei due indagati.

 

Contestualmente all’esecuzione della misura restrittiva nei confronti dei due dipendenti di HERA, la Guardia di Finanza ha proceduto ad effettuare anche 4 perquisizioni, disposte dalla Procura della Repubblica di Ravenna, che hanno interessato le abitazioni nella disponibilità dei due arrestati.

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