31 gennaio 2018 - Ravenna, Cronaca, Politica

Dirigenti comunali a termine, "serve un concorso, non spetta al sindaco la selezione"

L'intervento di Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna)

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, interviene sulla selezione per la scelta dei dirigenti comunali. “La dr.ssa Paola Bissi, riassunta nel 2017 dal Comune di Ravenna con un contratto a termine agganciato al mandato elettorale del sindaco De Pascale, ha presentato le dimissioni a seguito della sua assunzione in Regione. Lascia la posizione di capo-servizio responsabile delle attività economiche e produttive e di capo-area coordinatore dello sviluppo economico, turismo e sport”, esordisce Ancisi in una nota.

“Sarebbe stata l’occasione per sfoltire il numero di 21 dirigenti. Numero sovrabbondante, se si considera che la massima parte dei servizi comunali è gestita dalle troppe società e aziende partecipate dal Comune, dove la proliferata selva di dirigenti tende oltretutto ad aumentare". Ancisi cita il nuovo direttore generale di Romagna Acque (produttrice dell’acqua potabile) "e altrettanto sta facendo ACER (gestore delle case popolari). Senza contare le società 'comunali' in cui i politici fungono anche da dirigenti tecnici sotto la veste di amministratori delegati, o anche senza. Sarebbe stata, soprattutto, l’occasione per ridurre almeno di uno gli 8 dirigenti con contratto a termine (il massimo consentito), assunti ad ogni loro elezione dai sindaci di Ravenna con la pretesa di sceglierli personalmente. Non tramite concorso, come richiede l’art. 97 della Costituzione", commenta il consigliere comunale.

"È invece già partito il bando per assumere un nuovo dirigente. Il metodo è lo stesso con cui De Pascale, una volta insediato, si è scelto gli otto dirigenti a contratto, di cui sei erano stati preferiti anche dai suoi predecessori. Contesto a questo bando la palese violazione dell’art. 35, comma 3, del Testo Unico sul Pubblico Impiego, il quale prescrive che la 'selezione' per il 'reclutamento del personale' sia effettuata con 'modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità' ed una 'composizione delle  commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso…che non siano componenti dell’organo di direzione politica'. Solo a commissioni tecniche, non ai politici, spetta dunque la selezione”.

Invece, rileva Ancisi, il bando, in base ad un regolamento comunale, affida alla commissione tecnica solo il compito di distinguere i candidati che possiedono le maggiori competenze dagli altri: “All’interno della rosa dei candidati selezionati dalla Commissione tecnica” - dice il bando - spetta al sindaco scegliere chi assumere. Nessuno in terra può dunque escludere che il nome del vincitore sia nella testa del sindaco già da prima della “selezione”. La quale servirebbe dunque a prendere in giro gli altri concorrenti, costretti a produrre una voluminosa documentazione delle loro qualità e se idonei a subire di persona un esame, senza una ragionevole speranza di assunzione. Ma serve anche per offrire ai cittadini la parvenza di una specie di concorso (non importa si chiami 'selezione' o nel caso 'procedura comparativa pubblica') con cui si valuterebbero solo le competenze dei candidati".

Ancisi parla poi della selezione con cui Paola Bissi fu scelta da De Pascale "appena l’anno scorso. Si presentarono, da varie parti d’Italia, altri 16 speranzosi candidati, di cui 10 furono ammessi all’esame orale dalla commissione tecnica, che infine ne presentò la rosa dei tre migliori al sindaco. Uno di questi aveva anche vinto al Comune di Torino, mica Vattelapesca, un vero concorso pubblico da dirigente, responsabile dello stesso servizio in gara a Ravenna. De Pascale scelse Bissi, dirigente già scelta dai suoi compagni Mercatali nel 2004 e da Matteucci nel 2006 e nel 2011. Logica vorrebbe che, dimettendosi lei, si assumesse uno dei due altri migliori, rispettando il principio dell’economia degli atti che dovrebbe regolare la pubblica amministrazione. Si fa invece un’altra macchinosa “selezione”. Le qualità di Bissi sono riconosciute e fuori discussione. Combatto invece il malcostume, largamente diffuso e troppo tollerato, da cui derivano le molte degenerazioni del settore pubblico nazionale di cui ininterrottamente leggiamo sui giornali".

Tag: ancisi

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