23 marzo 2018 - Ravenna, Cronaca

Interrogatorio a Cagnoni, in tribunale tanta gente che le sedie non bastano

Oggi l'accusato darà la sua versione

Sala del tribunale piena, c'è così tanta gente che le sedute non bastano e qualcuno rimane in piedi. Si tratta di più di 300 persone, per la maggior parte donne. E' cominciato così l'interrogatorio a Matteo Cagnoni, il noto dermatologo accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri, che oggi risponderà alle domande del PM D'Aniello, durante un processo diventato anche un caso mediatico. 

 

L’udienza

La PM, in prima battuta, chiede a Cagnoni quando avesse visto per l’ultima volta la vittima. L’imputato sostiene che sia stato nel parcheggio di fronte alla casa in cui abitavano, intorno alle 12 del 16/09/2016.

Poi si passa alle domande sul comportamento tenuto quando alla vista della polizia, giunta presso la casa dei genitori a Firenze, Cagnoni si era dato alla fuga. Qui l’imputato attribuisce il gesto ad un attacco di panico.

Le domande, sempre più incalzanti, si spostano sul sangue di Giulia trovato sui jeans del dermatologo, che l’imputato giustifica attribuendolo ad una ferita, da lui medicata con quei pantaloni indosso, che la donna si sarebbe procurata a Marina Romea precedentemente all’omicidio.

Molte le domande anche sull'arma del delitto, il famoso bastone, presumibilmente provieniente dal pino della casa di Marina Romea, e che l'imputato asserisce di non aver mai visto.

Al termine della mattinata, le domande della Pm vanno, invece, a scandagliare il rapporto fra i due coniugi e i sentimenti dell’imputato fronte alla consapevolezza della fine della loro relazione e del nuovo compagno della vittima.

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