12 giugno 2018 - Ravenna, Politica

Caso Aquarius, “La battaglia sull'immigrazione non va fatta sulla pelle dei richiedenti asilo”

“Ma sui tavoli del Consiglio Europeo”, spiega Art. 1 Mdp

"In queste ore sulla nave Aquarius ci sono 629 persone tra cui 123 minori non accompagnati, 7 donne incinte, 11 bambini. Fermi in mezzo al mare per disposizione della Guardia Costiera italiana".

"La risposta del Governo e del Ministro Salvini è sbagliata, inconcludente e confusa" sostiene Art. 1 MDP Ravenna.

"Problematiche così importanti e così sentite, come quella sull'immigrazione, sono temi che si devono e possono affrontare solo in una logica europea: è gravissimo il fatto che si lascino in mare senza far attraccare le navi cariche di persone in molti casi vulnerabili e in situazione di salute critica"

''Salvini'', continuano, "ha rinunciato alla battaglia sul trattato di Dublino e pensa di risolvere le cose lasciando le persone in mezzo al mare".

"Noi pensiamo che non ci siano soluzioni che arrivano con lo schiocco delle dita su un tema complesso come le migrazioni: bisogna pretendere il superamento di Dublino verso un meccanismo permanente e automatico di ricollocamento che obblighi tutti i Paesi europei a fare la propria parte sull'accoglienza, esattamente come ha votato una larga maggioranza dei due terzi al Parlamento europeo, e come già chiedono i Trattati".

"Questa battaglia va fatta sui tavoli del Consiglio Europeo e non sulla pelle dei richiedenti asilo in mare" e concludono "ridicolo che qualcuno pensi di poter sigillare un intero mare, servono solidarietà interna e vie legali e sicure per l'accesso all'Ue in tutti gli Stati membri".

"Per tutti questi motivi, sosteniamo le dichiarazioni del sindaco de Pascale e saremo presenti al flash mob alle 19 oggi in Darsena organizzato spontaneamente dai cittadini di Ravenna: perché la solidarietà non abbia confini, nè in terra, nè in mare".

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