Cgil in piazza con lo sfigmomanometro
Dopo lo sciopero generale del 25 giugno, la Fp Cgil di Ravenna promuove una nuova iniziativa di protesta contro i tagli decisi dal Governo: “Tagli che – secondo il sindacato - producono effetti negativi sui cittadini, sul servizio sanitario pubblico e sul diritto alla salute sancito dalla Costituzione”.
Lunedì 26 luglio, a Bagnacavallo dalle ore 20, nell'area della Festa del Pd e venerdì 30 luglio dalle ore 10, a Ravenna in piazza del Popolo gli infermieri misureranno gratuitamente la pressione arteriosa ai cittadini e la Fp Cgil di Ravenna con gli operatori dell’Ausl di Ravenna distribuiranno volantini informativi sulla manovra e sulle proposte della Cgil.
"I tagli - accusa il sindacato - si traducono in: impossibilità di sostituire il personale che andrà in pensione e licenziamento dei precari: meno medici, meno infermieri, meno personale di supporto;
Riduzione dei servizi sanitari pubblici come ad esempio i servizi di prevenzione, di diagnostica, di pronto intervento, di ricovero e cura, di salute mentale; riduzione delle prestazioni pubbliche: meno reparti ospedalieri, chiusura di sale operatorie, aumento dei tempi di attesa per gli esami clinici; aumento delle tasse locali; blocco dei contratti del pubblico impiego; attacco ai diritti del lavoro; aumento dell’età pensionabile per i dipendenti Pubblici".
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inNeve, a Ravenna le scuole restano chiuse


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SPESA SANITARIA PER IL CITTADINO, NON PER GLI INTERESSI DI POCHI
GIULIO BAZZOCCHI, DIRIGENTE PROVINCIALE GIOVANE ITALIA PDL RAVENNA
Innanzi tutto l'art. 9 del dl 78/2010 apporta alcune modifiche all'art. 66 della legge 133/2008 (Finanziaria 2009) a proposito di Turn over nelle assunzioni di personale delle pubbliche amministrazioni. La razionalizzazione e la corretta spesa sanitaria, dato che copre la quasi totalità della spesa pubblica delle Regioni, è il primo campo da ridimensionare, anche in funzione dei dati regionali che sono, come tutti sanno allarmanti. E proprio per amore dei cittadini che sono i destinatari della spesa, una fra le più importanti assieme a quella per l'istruzione, la Cgil dovrebbe smetterla una buona volta di difendere il feudo e nella verità, lavorare per il paese, per i lavoratori, TUTTI. Le modifiche che l'art. 9 apporta all'art. 66, come dicevamo, sono le seguenti: 1) "Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non puo' superare, in ogni caso, il trattamento in godimento nell'anno 2010; è fatta salva l'erogazione dell'indennita' di vacanza contrattuale nelle misure previste a decorrere dall'anno 2010 in applicazione dell'articolo 2, comma 35, della legge 22 dicembre 2008, n. 203. 2) "I rinnovi contrattuali del personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni per il biennio 2008-2009 ed i miglioramenti economici del rimanente personale in regime di diritto pubblico per il medesimo biennio non possono, in ogni caso, determinare aumenti retributivi superiori al 3,2 per cento". 3) "5. All'articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, come modificato dall'articolo 66, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 le parole "Per gli anni 2010 e 2011" sono sostituite dalle seguenti: "Per il quadriennio 2010-2013". 6. All'articolo 66, comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole "Per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012" sono sostituite dalle seguenti: "A decorrere dall'anno 2010". 7.All'articolo 66, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, la parola "2012" e' sostituita dalla parola "2014". 8. A decorrere dall'anno 2015 le amministrazioni di cui al comma all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilita', ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari a quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unita' di personale da assumere non puo' eccedere quello delle unita' cessate nell'anno precedente. Il comma 103 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, come modificato da ultimo dall'articolo 66, comma 12, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' abrogato. 9. All'articolo 66, comma 14, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni: - le parole "triennio 2010-2012" sono sostituite dalle parole "anno 2010". - dopo il primo periodo sono aggiunti i seguenti: "Per il triennio 2011-2013 gli enti di ricerca possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilita', ad assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato entro il limite dell'80 per cento delle proprie entrate correnti complessive, come risultanti dal bilancio consuntivo dell'anno precedente, purche' entro il limite del 20 per cento delle risorse relative alla cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato intervenute nell'anno precedente. La predetta facolta' assunzionale e' fissata nella misura del 50 per cento per l'anno 2014 e del 100 per cento a decorrere dall'anno 2015. Qualora per ciascun ente le assunzioni effettuabili in riferimento alle cessazioni intervenute nell'anno precedente, riferite a ciascun anno, siano inferiori all'unita', le quote non utilizzate possono essere cumulate con quelle derivanti dalle cessazioni relative agli anni successivi, fino al raggiungimento dell'unita'. 12. Per le assunzioni di cui ai commi 5, 6, 7, 8 e 9 trova applicazione quanto previsto dal comma 10 dell'articolo 66, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Dopo avere spiegato la norma, passiamo ai fatti concreti. Dal 2001 al 2008, la spesa complessiva dell’Emilia Romagna è cresciuta del 100,7 per cento. Raddoppiata proprio nei primi sette anni di vigenza della riforma che prende il nome dal ministro del governo Prodi, che ha passato alcune competenze dallo stato centrale alle regioni (studio della Cgia di Mestre). La vicenda "Area Vasta" è tutt'altro che chiarita: sarebbe dovuto costare 42 milioni di euro e che invece nel richiederebbe 55, ben 13 in più. Sempre a carico della regione. L’Asl di Forlì è sotto indagine per un buco di 60 milioni di euro, quella di Modena per 15. Alcuni dati generali: Tra il 2001 e il 2008 la spese totali delle Regioni italiane sono aumentate del 50% circa (per la precisione il 47,7%). La Basilicata (+102,3%) e l’ Emilia Romagna (+100,7%) sono le due realtà territoriali che hanno registrato le variazioni più importanti. Sempre nello stesso periodo di tempo, invece, l’inflazione è cresciuta solo del 17,5%. A livello di macro area la crescita più sostenuta si è verificata nel Centro (+69,2%), seguono il Nord (+52%) ed, infine, il Sud (+33,7%). a fronte di un aumento della spesa totale pari a 66,2 mld di euro (con una variazione % nazionale, come dicevamo più sopra, pari al +47,7%), di questi ben 49 mld sono riconducibili ad aumenti delle spese correnti. Vale a dire che il 74% dell’aumento della spesa totale delle Regioni è addebitabile alle spese correnti. Ovvero, a quelle destinate alla produzione ed al funzionamento dei servizi prestati e non ad investimenti". L’analisi della Cgia è proseguita mettendo in luce l’andamento della spesa corrente che, in termini assoluti, costituisce oltre il 70% della spesa totale. Ebbene, tra il 2001 ed il 2008 questa voce, rileva la Cgia di mestre, ha subito una crescita del + 50,5%, con punte massime nel Lazio (+125,7%), nel Molise (+100,2%) e nell’Emilia Romagna (+69,7%). Anche in questo caso è il Centro Italia a registrare la variazione di crescita più sostenuta: +93%. Nel Nord l’aumento si attesta al 51,1% e al Sud al 27,9%. Ultima nota, il Patto per la Salute. Nella seduta del 3 dicembre 2009 è stato siglato tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano il Nuovo Patto per la Salute 2010–2012. Sono appunto le regioni ad avere il compito di assicurare l’equilibrioeconomico finanziario della gestione sanitaria, in condizioni di efficienza ed appropriatezza. Da parte sua, lo Stato si impegna ad assicurare 104.614 milioni di euro per l’anno 2010 e 106.934milioni di euro per l’anno 2011, un incremento del 2,8%; per l’anno 2012. CHE DOVRANNO PERO', ESSERE SPESI BENE, NON PIU' COME ORA, PER UNGERE I CLIENTELISMI.
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