20 giugno 2018 - Ravenna, Eventi, Ravenna Festival

La "Sinfonia beckettiana" al Teatro Alighieri

Domani sera

La prima assoluta della pièce teatrale Sinfonia beckettiana, per la regia di Maurizio Lupinelli, conduce il pubblico attraverso un viaggio nell’immaginario di Samuel Beckett e Alberto Giacometti. Giovedì 21 giugno, alle ore 21 al Teatro Alighieri, saranno in scena cinque straordinari attori diversamente abili (Paolo Faccenda, Gianluca Mannari, Francesco Mastrocinque, Federica Rinaldi, Cesare Tedesco) e due musicisti, il pianista Matteo Ramon Arevalos e il violinista Stefano Gullo. Con il lavoro Che cosa sono le nuvole, rappresentato a Ravenna Festival nel 2013, il regista Maurizio Lupinelli ha chiuso il biennio di studio su Pasolini e ha cominciato un lavoro di avvicinamento all’universo poetico di Samuel Beckett. Lo spettacolo Sinfonia beckettiana, prodotto da Nerval Teatro e Ravenna Festival, chiude questo percorso pluriennale, che si è nutrito anche dell'universo poetico dello scultore svizzero Alberto Giacometti e dell'opera dei compositori Arvo Pärt e Valentin Silvestrov. 

Pur lavorando in ambiti diversi, Beckett e Giacometti condividevano l'amore per il silenzio, per lo studio del vuoto e dei corpi nello spazio e infine l'ossessione dei volti. Maurizio Lupinelli ed Elisa Pol, a cui si deve l’ideazione dello spettacolo, nel tentativo di costruire un dialogo immaginario tra Beckett e Giacometti insieme al gruppo di attori diversamente abili con cui collaborano da anni, hanno riscontrato come le nature disarmanti e giocose di questi attori, fatte di movimenti bizzarri, di volti, che si aprono in smorfie esilaranti, e un attimo dopo diventano dure come la pietra, siano vicine al mondo di Alberto Giacometti e perfette per far rivivere alcune situazioni stralunate e al limite che i testi di Beckett propongono. “I tre testi di riferimento di Samuel Beckett ai quali si ispira Sinfonia beckettiana” spiega Lupinelli “sono Finale di partita, Giorni felici e Aspettando Godot, scelti non solo perché contengono ‘situazioni di coppia’, ma soprattutto perché i tre drammi sono molto legati da vari concetti quali il tempo, il silenzio, il senso ed il segno delle pause, l’ineluttabilità della vita, lo scorrere inesorabile dei giorni e la morte”. Le musiche di Arvo Pärt e Valentin Silvestrov consentono un ulteriore lavoro drammaturgico su questi temi: “i brani scelti non costituiscono un semplice elemento di accompagnamento ma creano visione, partiture che scandiscono i ritmi e i silenzi degli attori, diventano fondamentali a garantire connessioni di senso tra linguaggi differenti e forniscono un ulteriore piano di lettura nello spettacolo”.

Matteo Ramon Arevalos interviene su questo aspetto specificando le musiche eseguite e le ragioni per cui è stato possibile ricondurle ai personaggi e ai temi di Samuel Beckett: “Spiegel im spiegel di Arvo Pärt per violino e pianoforte è il fulcro musicale dello spettacolo, cellule sonore accompagnate costantemente da terzine al pianoforte si affiancano al tema del violino, come a rappresentare i personaggi beckettiani imprigionati nel loro io, destinati alla solitudine, senza alcuna possibilità di comunicazione. Fratres, anch'esso di Arvo Pärt, è costituito da variazioni su un tema che iniziano, si sviluppano e ritornano in una sorta di sonnambulismo dal fluire etereo. Il momento conclusivo dello spettacolo è affidato a Nostalghia di Valentin Silvestrov per pianoforte, dove la rarefazione melodica evidenzia ancora di più l’impossibilità della comunicazione e il male di vivere dell’essere umano”.

Attivo sulla scena teatrale sin dagli anni Ottanta e co-fondatore con Marco Martinelli della non-scuola, Maurizio Lupinelli lavora con attori diversamente abili sin dalla fine degli anni Novanta. La collaborazione con Elisa Pol si consolida nel 2007, quando insieme fondano Nerval Teatro, compagnia con la quale nel 2013 porta a Ravenna Festival Che cosa sono le nuvole, liberamente tratto dall’omonimo cortometraggio di Pasolini. Numerose sono le collaborazioni, nel corso della sua carriera, con attori non professionisti, in contesti quali il centro disabili Pl.e.ia.di a Lerici, gli adolescenti delle scuole di Afragola e del campo rom di Scampia, gli attori diversamente abili della Cooperativa Sociale Nuovo Futuro di Rosignano Marittimo, i cittadini dei quartieri degradati di Marghera (VE). 

Matteo Ramon Arevalos, pianista e compositore, ha all’attivo collaborazioni nel teatro con Fanny & Alexander, Masque Teatro e Drammatico Vegetale, ha realizzato progetti per pianoforte e ondes Martenot, ha collaborato all’esecuzione della Rothko Chapel di Morton Feldman con l’Ensemble Giacinto Scelsi diretta da Roberto Gabbiani e con la regista Elisabetta Sgarbi per la composizione e l'esecuzione della colonna sonora originale dei film Raffaello - La Stanza della Segnatura (2009) e Sono rimasto senza parole (2011). Come concertista, si è esibito negli Stati Uniti, Argentina, Russia, Francia, proponendo un vasto repertorio di musica contemporanea e composizioni proprie.

Stefano Gullo, che ha fatto parte dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini nella quale ha ricoperto anche ruoli di prima parte e di spalla, è attualmente docente di musica e violino presso la scuola paritaria San Vincenzo de’ Paoli.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org 
Biglietti: posto unico numerato 15 euro (ridotto 12)
‘I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50% tariffa ridotta

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