30 giugno 2018 - Ravenna, Eventi, Ravenna Festival

La chitarra dal Medioevo ad oggi: i concerti di Piero Bonaguri

Ravenna Festival, dall’1 al 5 luglio

I Vespri a San Vitale del Festival - dopo aver guidato anche quest’anno il pubblico alla riscoperta di un patrimonio di arte, musica e spiritualità unico al mondo, grazie alla collaborazione con l’Opera di Religione dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia - si concludono con i concerti di Piero Bonaguri alla chitarra, in programma dall’1 al 5 luglio. Bonaguri, che ha svolto attività concertistica in oltre cinquanta Paesi nei cinque continenti, ha all’attivo una ventina di incisioni discografiche e circa 400 nuove opere scritte per lui, presenta Il repertorio sacro: dal Medioevo a oggi: due programmi si alterneranno, sera dopo sera, da Bach a Josquin Des Prez, da Mozart a Luigi Dallapiccola e Mario Castelnuovo-Tedesco, fino a una folta schiera di compositori contemporanei. Il primo programma sarà eseguito nei giorni 1, 3 e 5 luglio; il secondo il 2 e 4 luglio.

Quello che Bonaguri tesserà alla chitarra è un prezioso arazzo in cui si intrecciano filoni diversi del repertorio di musica sacra eseguibile con la chitarra. Innanzi tutto i pezzi originali per chitarra classica, firmati da autori come Fernando Sor che studiò al monastero di Monserrat, Joaquin Rodrigo il cui Andantino evoca una cattedrale castigliana, Reginald Smith Brindle che in pieno Novecento propose una versione del Kyrie dalla Messa degli Angeli. Ma c’è anche musica per liuto e vihuela, dal Preludio BWV 998 di Bach a autori rinascimentali come lo spagnolo Luys De Narváez, musicista alla corte di Carlo V e trascrittore di brani musicali della grande polifonia sacra fiamminga. Altre trascrizioni sono firmate dallo stesso Bonaguri, dal brano dell’anonima Missa di Tournai a tre voci all’Adagio per Glasharmonika KV 617 di Mozart. Infine, non mancano i compositori contemporanei - Alessandro Spazzoli, Gilberto Cappelli, Pippo Molino…fino a Paolo Bonaguri, padre di Piero - né la musica di origine popolare, filone testimoniato da arrangiamenti di canti venezuelani operati da Vicente Emilio Sojo e trascritti per chitarra da Alirio Diaz.

Piero Bonaguri termina gli studi di chitarra al Conservatorio di Parma con Enrico Tagliavini e consegue il Diploma di Merito dell’Accademia Chigiana di Siena. Studia con Alirio Diaz, Oscar Ghiglia, di cui è stato assistente, e con Andrés Segovia, che scrisse di lui “Avrà presto un nome illustre tra i migliori chitarristi di questo tempo”. Ha suonato in tutto il mondo, dalla Carnegie Hall alla Biennale di Venezia, dal Guggenheim di Bilbao al Palazzo di Vetro dell’ONU; è general editor di una collana di musica contemporanea pubblicata da Ut Orpheus e collabora con numerose emittenti, tra cui RAI, BBC, ABC. Ha lavorato con solisti come Alirio Diaz, Maxence Larrieu, Oscar Ghiglia, Danilo Rossi, e pubblica con Ricordi, Suvini Zerboni, Curci, Carisch, Edi-Pan, Bérben. È docente di chitarra al Conservatorio di Bologna e in numerosi corsi e masterclass In Italia e all’estero.

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