12 luglio 2018 - Ravenna, Cronaca

Gioco d'azzardo, Ravenna in Comune: "ridurre gli orari per le slot, vietare la pubblicità"

L'intervento

Nel consiglio comunale di martedì si è discussa l’interrogazione depositata qualche mese fa riguardante due temi connessi al gioco d’azzardo.

Commenta Massimo Manzoli, consigliere comunale di Ravenna in Comune: "Visto che nel Comune di Ravenna è il Sindaco a disciplinare gli orari di esercizio delle sale giochi e degli apparecchi con vincita in denaro (cosiddetti slot-machine) tramite ordinanza (attualmente in vigore quella firmata dall’ex Sindaco Matteucci con orario di apertura 10-24) e visto che nei comuni dell’Unione della Bassa Romagna l’orario di accensione era stato ridotto portandolo dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 22.30, chiedevamo se anche a Ravenna si potesse arrivare a questa ulteriore restrizione.

Il secondo quesito riguardava le affissioni pubbliche comunali su cui ancora sono presenti pubblicità legate al gioco d’azzardo. Se da una parte questa pubblicità sono evidentemente legittime dall’altra sottolineavamo l’incongruenza dell’avere un Comune in prima fila nelle battaglie contro l’azzardopatia ma che continui ad avere pubblicità del settore nei suoi spazi. Prendendo spunto dal regolamento di Bagnacavallo chiedevamo quindi di vietare queste pubblicità anche a Ravenna".

"Siamo contenti - prosegue Ravenna in Comune - che l’Assessora Valentina Morigi ha risposto positivamente per entrambi i punti e speriamo che nel più breve tempo possibile si arrivi all’aggiornamento dell’ordinanza. Importante spezzare la giornata eliminando la possibilità di gioco nella finestra temporale della “pausa pranzo” e a nostro avviso è altrettanto importante arrivare a vietare il gioco oltre le 22.30, rendendo più semplici ed efficaci anche le attività di controllo, segnalazione, autocontrollo.

Immaginiamo possa essere un po’ più lungo l’iter di modifica dei regolamenti per vietare le pubblicità, argomento su cui si potrebbe inserire anche il cosiddetto “decreto dignità” che dovrebbe porre il divieto su tutto il territorio nazionale ma su cui, ad oggi, non vi è alcuna garanzia.

Il consiglio comunale di ieri è stato anche l’occasione per ricevere un veloce aggiornamento sullo stato di attuazione della legge regionale che prevede il divieto di apertura sale entro 500 metri dai luoghi sensibili. E’ arrivata conferma dall’Assessora che gli uffici comunali stanno inviando le comunicazioni a tutti i gestori. Ci siamo sempre ripromessi di tenere alta l’attenzione su questo tema e cerca di lavorare il più possibile in modo unanime con tutte le forze politiche e i risultati fino ad oggi sono incoraggianti, in attesa che da Roma arrivi una regolamentazione seria, attesa ormai da anni".

 

 

 

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