6 ottobre 2018 - Ravenna, Cronaca

Comportamento antisindacale, condannata la Sicis

Cgil e Uil: "ora deve riconoscere la Rsu eletta, ritirare le sanzioni inflitte alle lavoratrici e annullare i trasferimenti”

Il Tribunale del lavoro di Ravenna ha emesso una sentenza di condanna per l’azienda Sicis di Ravenna rilevando otto distinti elementi di comportamento antisindacale. Come riportano oggi le cronache e come rilevano congiuntamente la Filctem Cgil e la Uiltec Uil.

“La Filctem Cgil e la Uiltec Uil sono state costrette a passare alle vie legali a inizio estate, quando l'azienda aveva deciso non solo un ulteriore strappo al tentativo di instaurare normali relazioni sindacali tramite le l'elezione della Rsu”, si legge in una nota congiunta dei due sindacati.

“Sicis è un marchio storico affermato e stimato della città di Ravenna e colloca le sue produzioni di mosaico in una nicchia di mercato estremamente interessante e profittevole. L'azienda, nei due siti produttivi cittadini, dà lavoro a circa 150 dipendenti, ma presenta un’inimmaginabile distanza tra l'esteriorità aziendale e le condizioni di lavoro alle quali vengono sottoposti gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori”. E’ nata l'esigenza “di dare vita a una Rsu in grado di portare sui tavoli tali questioni, alla quale l'azienda ha reagito con trasferimenti improvvisi delle candidate, ferie forzate e intimidazioni al personale, non esitando a utilizzare delle telecamere interne al fine di identificare i lavoratori votanti, richiedendo successivamente ad alcuni di loro il ritiro del voto dato. Tutte misure ben evidenziate dal giudice nel dispositivo di sentenza”, continuano i sindacati.

“Sicis ora deve riconoscere la Rsu eletta, ritirare le sanzioni inflitte alle lavoratrici e annullare i trasferimenti”.

“Proprio il procedimento di elezione della Rsu e i relativi strascichi giudiziari hanno indotto l'azienda a provvedere ad alcune indispensabili migliorie all'ambiente di lavoro nello stabilimento sito in zona Bassette. Come parti sindacali vogliamo augurarci che questa sentenza costituisca un punto zero dal quale ripartire con reali relazioni industriali, che porterebbero sicuramente benefici non solo alle lavoratrici e ai lavoratori ma anche all'azienda. Proprio come accade ovunque nel comparto ceramico ravennate dove, lavorando assieme alle soluzioni, si sono superate anche crisi profondissime di produzione e mercato e varati significativi progetti di sviluppo.

Un plauso speciale va rivolto alle lavoratrici, che assumendosi grandi responsabilità e dando un esempio di coraggio e caparbietà, stanno cercando di cambiare il volto del lavoro in azienda, non solo per loro stesse, ma per tutte le colleghe e i colleghi”.

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