“La manovra finanziaria danneggia le donne”

Il commento dell’assessore alle Pari Opportunità Giovanna Piaia
29 luglio 2010 |  Politica | Cronaca | Ravenna |

“Sull’iniquità della manovra finanziaria molto si è detto, poco si è precisato dell’impatto che avrà nella vita e nelle tasche delle donne italiane”, evidenzia in una nota l’assessore comunale alle Pari Opportunità, Giovanna Piaia.

“I tagli al pubblico impiego - prosegue - colpiscono un settore prevalentemente femminile in termini di occupazione e di salario per il blocco delle assunzioni e delle retribuzioni.

In Italia lo Stato è uno dei principali datori di lavoro delle donne (78% nella scuola, 62% in sanità) anche delle lavoratrici a tempo determinato.

Gli effetti negativi nella qualità dei servizi sono già prevedibili, potranno ritenersi sospesi tutti i potenziamenti di flessibilità di orari e le progettualità di servizi favorevoli alla conciliazione.

La prospettata service tax rischia di accentuare nel territorio nazionale il divario nella fornitura di servizi essendo proporzionata ai valori immobiliari che potrebbero risultare inferiori proprio laddove i servizi sono già inferiori.

Nei servizi alla persona il rapporto lavoratrice/utente è cruciale per la qualità del servizio e non recuperabile solo in termini di efficienza nell’organizzazione.

La manovra prevede dal 2012 uno scalone solo per le donne del pubblico impiego che andranno in pensione a 65 anni accentuando le disparità accumulate nel corso delle loro vita lavorativa senza consentire come prevista dalla riforma Dini la flessibilità nella scelta.

Allo stato attuale agire sulla fase terminale senza agire in anticipo sulle differenze e disuguaglianze delle storie retributive non crea parità, ma aggiunge una nuova diversità tra lavoratrici pubbliche e private.

Restiamo dunque senza garanzie sulle future compensazioni e dubitiamo seriamente sulla promessa “più anni di lavoro, più servizi sociali” poiché i tagli della Finanziaria andranno al contrario ad indebolire il sistema dei servizi pubblici e offrire meno risorse retributive anche per l’acquisto di servizi privati.

Come può risultare paritaria una scelta che salta la redistribuzione del lavoro dentro la famiglia e non lo sostiene neanche nella dimensione sociale?

Come possiamo allora non reclamare oggi per tutte le lavoratrici un tempo ricompensato da contributi figurativi per l’attività di cura prestata alla famiglia.

Non saremo certo risarcite da generiche riforme di politiche sociali per la famiglia fatte di investimenti nei servizi prima infanzia o di timidi e sperimentali progetti di welfare aziendale.

Al contrario sono necessarie contromisure precise che prendano sul serio la necessità di riconoscere alle donne il lavoro di cura all’interno della loro storia lavorativa.

Alle donne per ora, fino a quando anche gli uomini saranno onestamente titolati a poter compiere le medesime richieste.

Occorre mantenere provvedimenti differenziati perché nessuna uguaglianza si è mai creata sulla disparità".

 

Commenti

Lo Stato non è un bancomat...

La lettura dell’Assessore Piaia in merito all’approvazione della manovra finanziaria è, come solito della sinistra riduttivo, fuorviante e volutamente semplicistica, volta solo a creare confusione nella gente e a non raccontare la verità. La verità è che all’interno della manovra c’è un’ottima e unica in Europa riforma delle pensioni. Che non produrrà nemmeno uno degli effetti delineati dall’Assessore e che recupera un po’ del tempo e del danaro fato perdere dal Governo prodi con l’abolizione dell’allora scalone.

 

Una riforma strutturale volta alla stabilizzazione di medio-lungo periodo dei conti pubblici. Nessuna riduzione delle pensioni, né di quelle in corso né di quelle future. Nessun sacrificio, ma una vera riforma strutturale che produrrà risparmi senza toccare le tasche ed i soldi di nessuno. In particolare, nella pubblica amministrazione le donne andranno in pensione di vecchiaia, come gli uomini, a 65 anni dal 2012: una misura perequativa chiesta dall’Europa, alla quale l’Italia doveva obbligatoriamente adeguarsi per evitare una salatissima sanzione. Ma la vera innovazione è che dal 2015 età anagrafica di pensionamento verrà collegata all'aspettativa di vita. Non saranno toccati i diritti di chi ha 40 anni di versamenti. Previste le cosiddette “finestre mobili”, che ritardano di pochi mesi la possibilita' di lasciare il lavoro. 

 

La riforma contenuta nella manovra infatti prevede la modifica delle decorrenze per il pensionamento di vecchiaia ordinario, prevedendo un nuovo regime per le decorrenze del pensionamento anticipato. Per i dipendenti è previsto il diritto alla decorrenza del trattamento dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti mentre per i lavoratori autonomi il limite sale a 18 mesi. Ci sono poi norme per l’armonizzazione di queste norme con la decorrenza delle pensioni dei lavoratori che accedono alla totalizzazione dei periodi assicurativi. Si prevede cioè, che i lavoratori di cui sopra accedano al pensionamento con le stesse decorrenze previste nel sistema generale per i lavoratori autonomi.

 

L’elevamento a 65 anni dell’età pensionabile delle donne dipendenti della Pubblica Amministrazione dal 2012, è in attuazione di una sentenza della Corte di giustizia europea. In materia previdenziale è previsto l’innalzamento dei requisiti anagrafici in rapporto all’allungamento della speranza di vita accertata dall’ISTAT. Per il 2010 l’utilizzo delle somme che provengono dai contributi dei datori di lavoro pubblici alle forme pensionistiche complementari al fine di avviare i fondi pensione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Non ci dilunghiamo sulla scuola dove lo scialacquio delle risorse pubbliche è stato devastante negli ultimi 40 anni.

 

Ci limitiamo a dire che per ridurre i costi del lavoro pubblico ci sarà il congelamento degli scatti d’anzianità fino al 2013. Stop ai rinnovi contrattuali triennali 2010-2012, con erogazione però dell’indennità di vacanza contrattuale. Blocco del turn-over variabile, tranne che per Polizia, VVFF e Università. Dal triennio 2011-2013 tutte le altre amministrazioni potranno assumere entro il limite del 20% del personale cessato dal servizio l’anno prima. Nel 2014 il limite arriva al 50% e dal 2015 viene prevista la sola possibilità di reintegro del turn-over. Per la scuola stesso contingente di insegnanti di sostegno che per l’a.s. 2009-2010, con deroghe per casi gravi. Le erogazioni alla sanità si ridurranno di 418 mln di euro per il 2011 e 1,1 mld dal 2012. Questo in sintesi. Per una lettura completa si rimanda al sito www.governoberlusconi.it . Sulla Service tax ci siamo già espressi. In conclusione, la sinistra non può pretendere da un Governo che ha agito sempre per il bene del paese, come il buon padre di famiglia, di spendere di più di quello che si può spendere. Lo Stato non è un bancomat da cui attingere per soddisfare le esigenze degli amici degli amici. È bene che tutti lo impariamo e lo teniamo a mente, anche a livello di amministrazioni locali.

 

Giulio Bazzocchi, dirigente provinciale Giovane Italia Ravenna

 

 

Giulio.... A LAVORAREEEEEEEEE!

Lo giro a te, al governo e al tuo partito (semprechè a partire da oggi resista ancora...)  il monito:

LO STATO NON E' UN BANCOMAT!!!

Quindi giu le mani dalle categorie di lavoratori suddette e che si cominci a smascherare gli imboscati cioè quelli che come te, caro Giulio, devono andare definitivamente e urgentemente, A LAVORAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!

A SUA COMPLETA DISPOSIZIONE, NATA LIBERA

 Carissima Nata Libera, innanzi tutto grazie per i Suoi commenti così puntuali e ricchi di spunti: la Redazione fa bene a pubblicarli. La ringrazio altresì per la preoccupazione che nutre nei miei confronti ma io un lavoro ce l'ho già ed è presso un'azienda privata. L'attività che svolgo per il Pdl è totalmente a titolo gratuito. Dal momento che credo che Lei sia il tipo di persona che può insegnare molto, sono a Sua completa disposizione; mi può telefonare quando vuole al nr. 328 9541626 (che comunque può trovare comodamente on line, su Facebook, ecc. oppure al Partito): sarò lieto di incontrarLa. Con grande riconoscenza,

Giulio Bazzocchi Giovane Italia Pdl Ravenna 

grazie ma passo...

Buongiorno!!!! Signor Bazzocchi Buongiorno! che sorpresa!!!

La ringrazio per avermi gentilmente mandato a quel paese, commentando i miei, (pur con ragione) coloriti commenti, con la solita formalità asettica che contraddistingue Voi Signori del PDL, ... ma io sto bene dove sto, qui nella mia bella Città Ravenna che amo e rispetto.

Il mio invito a Lei non è certo di mandarla a lavorare dato che un lavoro ce l'ha già, quanto di farLe capire che il lavoro è sicuramente e sempre quello del "sudore della fronte", sicchè non necessariamente si tratta di quello dell'Agricoltore, ma di quello che la popolazione sanguigna e Romagnola tutta d'un pezzo sa fare: un lavoro fatto sempre con impegno, umiltà e soprattutto attenzione alla società e a coloro che stanno meno bene di noi...

Non verrò al Suo Partito a trovaLa, si rilassi pure e non utilizzerò nemmeno il Suo cellulare, grazie alla mia testardaggine ce l'ho sempre fatta da sola nella vita, non ho mai avuto bisogno di credenziali politiche per arrivare e per sapere di contare piu di quanto mi posso stupire di me stessa.

Un saluto e continui così che "squadra che vince non si cambia..." 

Con stima Nata Libera.

 

 

PECCATO, CI SPERAVO...

Carissima Nata Libera, questo dialogo non fa che accrescere la stima che ho di Lei e la certezza che incontrarLa sarebbe per me una svolta. I romagnoli veri non hanno paura di firmarsi mentre Lei si nasconde dietro uno pseudonimo, forse perché è troppo umile e non vuole che i Suoi scritti passino alla storia. Non ho detto che deve venire al partito: può scegliere Lei il luogo, dove vuole. Però la prego mi contati perché penso che un'occasione così non mi capiterà mai più. Saluti speranzosi.

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