19 ottobre 2018 - Ravenna, Cronaca

Albero di Falcone, Ravenna e Palermo unite nella lotta alla mafia

Alla cerimonia Maria Falcone, sorella del magistrato e presidente della Fondazione

Ravenna e Palermo insieme nella lotta contro la mafia. Giovedì 18 ottobre a Ravenna, nel parco pubblico “Vittime innocenti di tutte le mafie - 21 marzo” (area verde fra viale Leon Battista Alberti e via Le Corbusier) è stato piantato “l’Albero Falcone”, gemello di quello di via Notarbartolo nel capoluogo siciliano, di fronte alla casa del magistrato barbaramente ucciso nella strage di Capaci. Si tratta, spiegano gli organizzatori dell’iniziativa ravennate, di un simbolo speciale: “un albero della memoria anti-mafia, donato dall’Organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri. Questo albero è pronto a germogliare idee che si trasformeranno in progetti di legalità, mirati soprattutto ai più giovani”. Alla cerimonia ha partecipato la professoressa Maria Falcone (sorella di Giovanni), presidente della Fondazione Falcone, assieme al segretario generale della stessa Fondazione, Leonardo Guarnotta (già presidente del Tribunale di Palermo nonché colui che istruì il famoso maxiprocesso unitamente a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino), il procuratore generale di Bologna Ignazio de Francisci, per anni pm a Palermo amico e collega di Falcone. Presenti anche le massime autorità cittadine, come il procuratore capo di Ravenna Alessandro Mancini, il prefetto Enrico Caterino, il questore di Ravenna Eugenio Rosario Russo, il comandante provinciale dei Carabinieri Roberto De Cinti e il sindaco di Ravenna Michele De Pascale. “Per Palermo l’Albero, divenuto meta di un costante pellegrinaggio laico di cittadini, è emblema del riscatto di una società civile che, dopo la strage di Capaci, reagì ribellandosi a Cosa nostra e manifestando a noi familiari delle vittime, alle istituzioni e ai colleghi di Giovanni la voglia di affrancarsi dal giogo mafioso - è spiegato nel sito della Fondazione citando l'intervento di Maria Falcone. "La città di Ravenna, che per il suo coraggio ha avuto la medaglia d’oro della Resistenza, con questo gesto manifesta attenzione e sensibilità verso un fenomeno come quello mafioso, che, da tempo ormai, ha superato i confini siciliani”. Alla cerimonia erano presenti anche decine di ragazzi. “La scelta di un luogo frequentato da giovani – ha concluso Maria Falcone – è ancora più significativa perché, come diceva mio fratello, la mafia si vince solo facendo una battaglia culturale che coinvolga le nuove generazioni”.

L’evento è stato organizzato dal Circolo Ravennate e dei Forestieri, presieduto da Beppe Rossi, con Pasquale Iacovella; patrocinio del Comune di Ravenna, la collaborazione di Azimut S.p.A. ed il contributo di Conad e Cross360.

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