30 luglio 2010 - Ravenna, Politica, Sanità

Cgil Ravenna, in piazza a difesa del sistema sanitario

Presidio contro i tagli del Governo. Misurazione gratuita della pressione e distribuzione di preservativi

La Fp Cgil di Ravenna ha promosso per questa mattina un’iniziativa di protesta contro i tagli decisi dal Governo. Dalle 10 alle 12.30, in piazza del Popolo a Ravenna, gli infermieri misureranno la pressione arteriosa ai cittadini e distribuiranno gratuitamente preservativi. La Fp Cgil di Ravenna, con gli operatori dell’Ausl di Ravenna, diffonderà anche volantini informativi sulla manovra ingiusta e dannosa e sulle proposte della Cgil.

L'iniziativa segue di pochi giorni l'analogo presidio che è stato organizzato a Bagnacavallo lo scorso 26 luglio.

“L'iniziativa a Bagnacavallo di lunedì scorso – commenta Nicola Farina della Fp Cgil – ha riscosso grande interesse. I cittadini hanno apprezzato la disponibilità degli infermieri a misurare la pressione e in più hanno mostrato notevole attenzione per le rivendicazioni del sindacato”.

Farina specifica anche le ragioni della distribuzione dei profilattici nel corso del presidio: “La distribuzione dei preservativi vuole essere un forte messaggio a favore della prevenzione. I tagli di questa finanziaria si ripercuoteranno drammaticamente sui programmi di prevenzione che rappresentano un momento importantissimo per contrastare malattie anche molto gravi. L'uso del preservativo evita la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. Purtroppo il numero delle persone sieropositive è ancora molto elevato nella nostra regione. Continuano ad esserci molti casi. Nel 2009 si sono registrati a livello regionale circa 400 sieroconversioni. Dagli ultimi dati emerge che sono in forte crescita le persone sessantenni (sia uomini che donne) che contraggono questa grave malattia”.

In merito alla manovra appena approvata dal Parlamento la Fp Cgil denuncia che “i tagli si tradurranno in: impossibilità di sostituire il personale che andrà in pensione e licenziamento dei precari: meno medici, meno infermieri, meno personale di supporto; riduzione dei servizi sanitari pubblici come ad esempio i servizi di prevenzione, di diagnostica, di pronto intervento, di ricovero e cura, di salute mentale; riduzione delle prestazioni pubbliche: meno reparti ospedalieri, chiusura di sale operatorie, aumento dei tempi di attesa per gli esami clinici; aumento delle tasse locali; blocco dei contratti del pubblico impiego; attacco ai diritti del lavoro; aumento dell’età pensionabile per i dipendenti pubblici”.

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