30 novembre 2018 - Ravenna, Economia & Lavoro

Mercato immobiliare in calo a Ravenna e provincia

-5,8% nel primo semestre 2018, ma le aspettative future restano positive

Sono stati presentati questa mattina, venerdì 30 novembre, alle 10.30, presso la Sala Cavalcoli della Camera di Commercio di Ravenna, i dati del “Rapporto 2018 del mercato immobiliare a Ravenna e provincia”, promosso dal Sindacato provinciale F.I.M.A.A. Ravenna e da Confcommercio provincia di Ravenna.

L’iniziativa, che rientra nel Progetto “Il Borsino Immobiliare della provincia di Ravenna: Scenari sul mercato residenziale e turistico 2018” ed è realizzato grazie al contributo della Camera di Commercio di Ravenna, ha visto gli interventi di Natalino Gigante, Presidente CCIAA Ravenna, Paolo Caroli, Presidente Confcommercio provincia di Ravenna, Pierluigi Fabbri, Presidente F.I.M.A.A. Confcommercio Ravenna, Enrico Pasi, Studio Pasi - Profamily Gruppo Banca Popolare di Milano, Fabio Gui, Ingegnere, Anna Leone, Architetto e Home Stager, moderati da Stefano Stanzani, Docente Università di Bologna, con le conclusioni affidate a Ivano Venturini, Presidente F.I.M.A.A. Confcommercio provincia di Ravenna.

I dati

Nei primi 6 mesi del 2018 il numero di scambi di abitazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è diminuito del 5,8% in città e dello 0,8% nel comuni minori della provincia di Ravenna. Se tale rallentamento dovesse confermarsi anche nella seconda parte dell’anno, gli scambi 2018 in città non arriverebbero a 2.000 (contro i 2.088 dello scorso anno), mentre nei comuni minori si arriverebbe a 2.271 (appena 18 in meno di quelli disposti dall’Agenzia delle Entrate per il 2017).

Rispetto al 2011, l’indice risulta diminuito del 6,1% nel 2017 per la città (se proseguisse il trend di cui si è parlato per il 2018 l’indice calerebbe invece dell’11,6%) e dell’8,2% nei comuni non capoluogo (9% nel 2018).

Le zone

Nel 2017 l’area con maggiore dinamicità è quella del Comune Capoluogo con il 47,7% degli scambi dell’intera provincia, seguito dall’Alta pianura del Lamone con oltre 20%. All’interno del Comune Capoluogo le zone con maggiore dinamicità risultano San Pietro in Vicoli, Fornace Zarattini, Cintura alla Zona Centrale e il Centro Storico, mentre, al contrario, un mercato ridotto si registra nelle zone rurali, a Casalborsetti, Porto Fuori e Marina di Ravenna.

I prezzi

Il lieve calo delle quantità scambiate rallenta anche la crescita dei prezzi di compravendita. In base alla rilevazione, si registra, infatti, un incremento dello 0,5% nel capoluogo e appena dello 0,2% nei comuni minori della Provincia rispetto al 2017. I prezzi del 2017 risultano superiori ai dati registrati nel 2004, del 7% in città e dell’1,6% nei comuni minori della Provincia, mentre rispetto al 2011 restano in forte calo, rispettivamente -9,9% e -10,5%.

La situazione nazionale

Il mercato della compravendita di abitazioni italiano continua a crescere ad un ritmo medio del 5% all’anno, dopo il +18,4% fatto registrare nel 2016 sull’anno precedente. A trainare il dato resta il mercato dei mutui: rispetto al 2016, nel 2017 le abitazioni acquistate con finanziamento ipotecario sono state poco meno di 260 mila, in rialzo del 7,8%.

Sul totale delle abitazioni acquistate dalle persone fisiche nel 2017, quelle favorite da mutuo sono quasi il 50% del totale, valore massimo rilevato dal 2011. Le abitazioni compravendute con mutuo è pari a circa 46,2 miliardi di euro, mentre il capitale erogato rappresenta circa il 71% della spesa di acquisto.

I dati nazionali evidenziano un mercato mutato, dove il prodotto costruito nuovo rappresenta una buona occasione per i venditori di abitazioni di incontrare la domanda. Tra il 2010 ed il 2017 i prezzi delle abitazioni sono diminuite in media italiana del 16%, ma questo è la risultante di due variazioni contrapposte: la forte debacle dei prezzi delle abitazioni esistenti, pari al -22%, ed una sostanziale tenuta dei prezzi delle abitazioni nuove, appena -0,8%.

Nel II trimestre del 2018 si conferma questo trend: secondo le stime preliminari diminuisce dello 0,2% nei confronti dello stesso periodo del 2017, mentre era -0,5% nel primo trimestre 2018. La lieve flessione tendenziale è da attribuire esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti che registrano una variazione negativa pari a -0,7%, mentre i prezzi delle abitazioni nuove passano dal +1% del primo trimestre del 2018 al +1,6% del secondo trimestre del 2018.

Le conclusioni

Contrariamente a quanto riscontrato per il 2016, e precedentemente per il 2015, il 2017 si è connotato come un anno di stasi ed assestamento, dopo la ripresa abbastanza vivace rilevata per le due annate precedenti. Sicuramente, inoltre, a contribuire al rallentamento ci sono anche le turbolenze dei mercati finanziari, che giocano di anticipo sui tassi di interesse sui mutui.

Nonostante tutto, però, le aspettative restano positive. Anche se mancano ancora gli acquisti per investimento, le opinioni raccolte dagli agenti immobiliari FIMAA lo scorso giugno per il proseguo dell’attività sono favorevoli, così come appaiono positive le previsioni macroeconomiche formulate dall’Istat la scorsa primavera: PIL in crescita con lo stesso ritmo del 2017, inflazione sotto controllo e tasso di disoccupazione in lieve riassorbimento.

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