1 dicembre 2018 - Turismo, Ravenna, Cronaca, Cultura, Eventi

Classis Ravenna, da zuccherificio a nuovo punto culturale di riferimento

In tantissimi all'inaugurazione di ieri, da oggi sarà aperto tutti i giorni

L'inaugurazione

Una vera e propria folla di gente all'inaugurazione che ha avuto luogo ieri, sabato 1 dicembre, al Classis di Ravenna, Museo della Città e del Territorio. 

Il gran numero di presenze è stato molto significativo in quanto dimostra ancora una volta quanto Ravenna abbia la voglia di rinnovarsi e migliorarsi sempre di più. 

Ecco le parole del sindaco di Ravenna Michele de Pascale al taglio del nastro di ieri: "E' un giorno importante per tutta la nostra comunità. Vediamo realizzato un progetto bellissimo e atteso, di cui ho avuto l'onore di tagliare il nastro ricevendo il testimone da chi prima di me ha saputo vedere in questo luogo, un tempo abbandonato e degradato, la possibilità di farne uno straordinario contenitore culturale, che racconta la storia gloriosa della nostra Ravenna".

Il museo 

Le porte del museo si sono aperte ieri alle 10.30 e in molti hanno potuto ammirare la trasformazione dell'ex zuccherificio, simbolo di degrado, grazie all'opera di recupero dell'archeologia industriale: a partire da oggi sarà aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00.

Biglietti:

  • 7 euro intero,
  • 5 ridotto,
  • 20 biglietto famiglia (2+2),
  • visite guidate su prenotazione a 40 euro fino a 15 persone + 3 euro dal 16esimo in poi. 

Un’area espositiva di 2.800 metri quadrati, circondata da un parco di un ettaro e mezzo sempre aperto al pubblico, per dare una testimonianza di questa particolare identità, in cui materiali archeologici e moderni supporti tecnologici concorrono allo stesso emozionante racconto. 

Da zuccherificio a museo

Da oggi, l’ex Zuccherificio di Classe, trasformato nel Museo della Città e del Territorio e denominato con l’antico nome di Classis Ravenna, sarà il punto culturale di riferimento per chiunque voglia conoscere compiutamente la storia di Ravenna, dai primi insediamenti alla civiltà etrusca, poi al ruolo importante della città in epoca romana quindi a Ravenna Capitale dell’Esarcato Bizantino.

Un cambiamento enorme

Da luogo esecrato come simbolo di degrado sociale a biglietto da visita di Ravenna e della sua illustre storia antica.

Accade all’area dell’ex Zuccherificio di Classe, a pochi passi dalla Basilica di Sant’Apollinare, tra i tesori massimi di Ravenna.

Qui, nei primi decenni del secolo scorso, 600 operai trasformavano tonnellate di barbabietole in montagne di zucchero che, per nave e ferrovia, raggiungevano l’Italia e l’Europa. Poi il declino, e nel 1982 la chiusura. E, con l’abbandono della produzione, i grandi fabbricati divennero ricettacolo di ogni emarginazione.

Data gli anni ’90 l’idea di trasformare un enorme problema in una fondamentale risorsa per il futuro di Ravenna.

Un punto di partenza

Classis Ravenna sarà il punto di partenza necessario per ogni visita.  Non solo alla contigua area archeologica dell’antico Porto di Classe, ma verso l’intera città”, annuncia Giuseppe Sassatelli, Presidente della Fondazione Ravenna Antica, cui il Comune ha demandato la realizzazione e la gestione del nuovo Museo, insieme a quelle dell’Antico Porto, della Basilica di Sant’Apollinare e, nel cuore di Ravenna, della Domus dei Tappeti di Pietra, il Museo TAMO e la Cripta Rasponi.

Attraverso materiali archeologici il cui valore intrinseco viene esaltato dall’essere proposto in un’ottica unitaria, nonché supportato dai più moderni ausili tecnologici, qui si potranno rivivere tutti gli snodi principali della storia del territorio, dalla preistoria all’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina all’alto Medio Evo”.

L’area espositiva

Sotto le imponenti campate, l’area espositiva si svilupperà su 2.600 metri quadrati.

Tutto intorno, un’oasi verde di 15.0000 mq.

“Da qui, si possono facilmente raggiungere altri gioielli ravennati. Innanzitutto la contigua Basilica di Sant’Apollinare, ma anche l’Antico Porto, gli scavi di San Severo e tutta la zona ambientale a sud di Classe, dalla pineta all’Ortazzo e l’Ortazzino oggetto – anticipa il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale - di un progetto di riqualificazione, così come sta avvenendo per la stazione ferroviaria cresciuta a servizio dell’ex Zuccherificio”.

L’investimento

L’investimento che il Comune di Ravenna, con il Mibact, la Regione Emilia-Romagna e l’Unione Europea hanno messo in campo, con l’apporto determinante della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, per il recupero e la nuova destinazione del complesso di Classe, supera i 22 milioni di Euro. La progettazione del nuovo Classis Ravenna è stata affidata all’architetto Andrea Mandara che ha operato al servizio di un comitato scientifico di assoluto prestigio, coordinato dal professor Andrea Carandini.

Periodo storico

La linea del tempo, che segna il percorso di visita a Classis Ravenna, avrà naturalmente negli oltre 600 reperti originali il perno della narrazione, per coprire il periodo storico che va dall’epoca preromana all’anno Mille.

Alcune volte saranno elementi singoli di particolare valore e importanza ad avere il ruolo di protagonisti; altre volte saranno gruppi ampi di oggetti, come nel caso del porto di Classe, che può essere illustrato ampiamente grazie alle centinaia di reperti rinvenuti negli ultimi scavi. 

Gli oggetti della vita quotidiana (anfore, ceramiche, monete) troveranno uno spazio adeguato, accanto ai materiali più significativi dal punto di vista artistico (statue, mosaici ed altro). In questa maniera sarà possibile articolare un racconto che consideri tutte le sfere della comunità e le differenti fasce sociali presenti in città e nel territorio. Sulla linea del tempo si innestano alcune di “aree di approfondimento” su temi specifici, di grande interesse.

Didattica e illustrazioni

Una particolare attenzione è dedicata agli apparati didattici ed illustrativi, con ampio ricorso a ricostruzioni grafiche e tridimensionali, filmati, plastici ed altri strumenti. 

Classis Ravenna - sottolinea l’Assessora alla Cultura, Elsa Signorino - non sarà un semplice ‘contenitore di materiali’, ma sarà anche un attivo centro di ricerca e formazione di altissimo profilo. Qui ampi laboratori per lo studio e per il restauro consentiranno a docenti e studenti dell’Università di svolgere le loro attività nell’ambito dei loro percorsi formativi e di ricerca. Il nuovo museo permetterà la conoscenza e la valorizzazione dell'intero patrimonio storico archeologico del territorio attraverso un percorso espositivo innovativo, affascinante e rigoroso capace di coinvolgere e di emozionare i visitatori. Come tutti i musei contemporanei svilupperà una molteplicità di funzioni: attività espositiva, di studio e ricerca, laboratori didattici, laboratori di inclusione digitale per la sperimentazione di start-up innovative. Il tutto con una forte vocazione al territorio”.

Il più importante intervento di recupero di archeologia industriale

Il Museo Classis Ravenna rappresenta, a livello nazionale, il più importante intervento di recupero di archeologia industriale volto alla realizzazione di un contenitore culturale.

Classis Ravenna - Museo della Città e del Territorio, unitamente all’Antico Porto di Classe (inaugurato nel 2015) e alla Basilica di Sant’Apollinare in Classe, costituisce il Parco Archeologico di Classe che sarà completato, in futuro, con la musealizzazione della Basilica di San Severo.

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