11 dicembre 2018 - Ravenna, Economia & Lavoro

Start Romagna: i sindacati dichiarano lo stato di agitazione

La decisione a causa del mancato accordo sulla problematica del venduto a bordo per il 2017

Nella mattinata di oggi, martedì 11 dicembre, le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Usb regionali hanno dichiarato, con una decisione presa in maniera unitaria, lo stato di agitazione di tutto il personale Start Romagna Spa dei bacini di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena.

L’annuncio arriva a seguito della riunione dello scorso 4 dicembre, dove, come riporta una nota dei sindacati “la direzione in indirizzo ha comunicato l’indisponibilità alla chiusura di un accordo che prevedeva l’erogazione delle differenze economiche relative alla vendita a bordo dei titoli di viaggio per l’anno 2017, spettanti al personale operatore di esercizio, motivando tale decisione con l’incertezza delle proroghe dei contratti di servizio e dei relativi corrispettivi economici”.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori la posizione aziendale compromette le relazioni sindacali e mette di fatto a rischio le aspettative salariali delle lavoratrici e dei lavoratori di Start Romagna. A questo, si legge nella nota: “si aggiunge l’incertezza delle assunzioni di nuovi operatori di esercizio utili alla garanzia dei servizi”.

Le organizzazioni contestano inoltre l’assenza del Presidente alle trattative, indicandolo assieme al CdA come responsabile di eventuali disagi che ingiustamente i cittadini di Ravenna, Rimini, Forlì e Cesena subiranno nei prossimi giorni.

“Inoltre – concludono i sindacati –, tenuto conto delle incertezze per il futuro di Start e del Tpl della Romagna in attesa delle gare di appalto o di altro tipo di affidamento dei servizi, ci attiveremo con iniziative nei confronti degli enti proprietari e dell’agenzia AMR per pretendere la clausola sociale di salvaguardia per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori di tutta Start Romagna”.

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