7 gennaio 2019 - Ravenna, Cronaca

Linea Rosa continuerà a gestire i centri antiviolenza

Un ottimo inizio di anno per la presidente Alessandra Bagnara

Linea Rosa gestirà ancora i centri antiviolenza

Linea Rosa, la nota associazione che da 27 anni si batte in difesa dei diritti delle donne, ha vinto il bando pubblico per la gestione e la coordinazione dei centri antiviolenza e delle case di rifugio.

Si rinnova quindi la convenzione col Comune di Ravenna che rende Linea Rosa una realtà attiva nel coordinamento di tali strutture.

Una convenzione che va avanti da 18 anni (questo sarà il 19esimo), con un rinnovo diretto nel 2006.

Resta quindi nelle mani di tale associazione la gestione dei centri anti violenza e delle case rifugio destinate all’accoglienza delle donne vittime di violenza.

Un ottimo inizio di anno per la presidente di Linea Rosa Alessandra Bagnara.

Cos’è Linea Rosa e come opera nei centri antiviolenza?

Linea Rosa è un centro antiviolenza nato nel 1991 per volontà di un gruppo di donne che condividevano il desiderio di combattere la violenza contro le donne.

La metodologia di intervento, sperimentata e consolidata nel corso di vent’anni di lavoro, ha prodotto risultati positivi ed evolutivi nella vita di migliaia di donne, facendo recuperare loro dignità, benessere, salute e libertà.

La violenza agisce sulla donna anche attraverso processi di esclusione dai vari contesti relazionali, tanto che, alla fine, l’unica appartenenza legittimata della donna è quella con il partner violento.

I centri antiviolenza le offrono la possibilità di diversa appartenenza: quella di genere.

Nei centri antiviolenza e nelle case rifugio viene riconosciuta alla donna la sua soggettività, si ha fiducia nelle sue possibilità e risorse.

Come viene aiutata la donna nei centri antiviolenza?

La donna che chiede aiuto ai centri antiviolenza viene aiutata a prendere coscienza del processo di violenza, decolpevolizzarsi e abbandonare a poco a poco i comportamenti di vittima che subisce un evento sul quale non ha alcun controllo, cosa che fa sentire la donna completamente inerme davanti alla violenza, per arrivare al momento in cui una donna nomina la sua realtà e sente le sue risorse interne.

Tutte queste sono tappe preliminari di un percorso che la porterà alla riappropriazione della sua identità e delle sue interiorità e a imparare ad utilizzare le risorse esterne.

Questo ri-conoscersi le darà l’opportunità di riesercitare la sua capacità di scelta e di ritrovare il suo spazio nel mondo.

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