20 gennaio 2019 - Ravenna, Cronaca

Ancarani e Tardi indignati dalla bozza di regolamento "nascosto" delle case famiglia

Il dubbio è che possa gravare sulle tasche delle famiglie

Un nuovo regolamento per le case famiglia?

Riportiamo di seguito il comunicato stampa inviatoci dall'esponente del Gruppo Consiliare “Forza Italia”, Alberto Ancarani, e dall'esponente del Gruppo Consiliare “Cambierà”: Samantha Tardi. 

Si tratta di un comunicato di aperta critica nei confronti di un'iniziativa presa dal sindaco di Ravenna Michele de Pascale che ha proposto una bozza di regolamento per le case famiglia che, stando a quanto affermano Ancarani e Tardi, non solo era stato tenuto nascosto all'opposizione e forse anche a parte della maggioranza, ma pare anche finalizzato a incentivare le cooperative e portare i privati in difficoltà sempre maggiori, finanche al fallimento. 

Tale bozza sarà presentata alle associazioni di categoria domani, 21 gennaio.

Inoltre, affermano i due esponenti di Forza Italia e CambieRà, vi è una proposta del sindaco che finirebbe per gravare sulle tasche delle famiglie degli anziani.              

Le parole di Ancarani e Tardi

"Solo grazie alla preoccupazione rappresentataci da molti gestori di case-famiglia, e non certo attraverso un normale iter istituzionale, siamo riusciti ad entrare in possesso di una bozza di regolamento per le case famiglia che il Sindaco De Pascale, in qualità di Presidente della Provincia intende presentare alle associazioni di categoria nella giornata di lunedì 21 Gennaio p.v.

La cosa che stupisce, dopo il lungo processo che portò all’approvazione nel nostro comune, primo in tutta la provincia di un suo regolamento, seguito a sua volta solo dal comune di Russi, è la totale assenza di contraddittorio con i consigli comunali di tutti i comuni della provincia – a maggior ragione il nostro – ma persino con il consiglio provinciale.

Insomma, lunedi verrà proposto alle associazioni un regolamento che l’opposizione – ci chiediamo se anche parti della maggioranza – non solo non ha mai formalmente visto ma neppure sapeva fosse all’ordine del giorno.

Come se non bastasse, inoltre, il Sindaco ha chiesto alle direzioni generali delle associazioni di non essere accompagnate all’incontro da rappresentanti delle loro case-famiglia associate!

Ora, essendo riusciti ad esaminarne la bozza, non certo grazie al Sindaco/Presidente della Provincia, abbiamo riscontrato come la proposta di nuovo regolamento sia ampiamente vessatoria nei confronti delle strutture attualmente esistenti.

La normazione che viene proposta, in teoria con l’espediente di adeguare per tutti i comuni le regole alla luce di una delibera regionale – chissà perché non una nuova legge -  infatti non scioglie il vero nodo. Sulle case-famiglia infatti si dovrebbe essere ferrei sul rispetto del punteggio binah massimo consentendo loro di essere quello che dovrebbero, ovvero luoghi di “ospitalità” specializzati in persone anziane e non case di riposo surrettizie senza imporre dunque modifiche strutturali e organizzazioni interne para-ospedaliere che invece andrebbero rese obbligatorie per strutture che si rivolgono a popolazioni anziane con punteggi binah più alti.

Allo stesso tempo il gestore non può essere sottoposto agli oneri anche burocratici che vengono proposti da questa ipotesi di regolamento, addirittura prevedendo organizzazioni di visite guidate a musei perché il gestore di casa-famiglia non è un agente turistico e tali oneri diventano oneri economici che inevitabilmente verrebbero caricati sulle famiglie.

La sensazione che si scorge, anche alla luce delle dichiarazioni del 17 gennaio a seguito dell’inaugurazione del cantiere per la nuova mega-struttura assistenziale voluta dalla cooperazione bianco-rossa dunque è che De Pascale, approfittando del clamore creato dalle tristi vicende capitate a causa di mele marce esistenti nel mondo della case-famiglia, voglia usare le leve di un nuovo strumento normativo per dare respiro al mondo cooperativo, messo in crisi dalla diminuzione delle entrate dovute al drastico taglio governativo al business dell’immigrazione creando insomma un regolamento che costringa i privati a chiudere, a tutto beneficio  dunque proprio della cooperazione!

Per questi e altri motivi convocheremo quanto prima una commissione consiliare nel comune di Ravenna nella quale finalmente il regolamento-fantasma che circola potrà essere reso finalmente pubblico e tutti potranno contestarne la ratio, compresi i rappresentanti veri delle case-famiglia".

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