21 gennaio 2019 - Ravenna, Cronaca, Economia & Lavoro

Chiusura E45, CNA e Legacoop: “Riconoscere i danni alle aziende dell’autotrasporto”

Le richieste delle due associazioni alle istituzioni e al Ministro Toninelli

Mentre da quasi una settimana persiste la chiusura dell’E45 Orte-Ravenna in località Pieve Santo Stefano, tra gli svincoli di Canili e Valsavignone, bloccata a causa del sequestro da parte della magistratura del viadotto “Puleto”, CNA e Legacoop intervengono nel dibattito sui forti disagi e danni che la situazione sta creando.

Le due associazioni si rivolgono alle istituzioni e al Ministro Toninelli in modo congiunto, chiedendo di far fronte alla grave crisi della viabilità nazionale seguita alla chiusura della superstrada. “Riconoscere i danni alle aziende dell’autotrasporto, rendere agibile la viabilità ordinaria, aprire con urgenza un tavolo di area vasta per monitorare la situazione, verificare con rapidità tutta l’infrastruttura”, sono in sintesi le richieste avanzate da CNA e Legacoop.

Le richieste

In generale la richiesta è prima di tutto quella di adottare ogni misura necessaria per risolvere i gravi problemi causati all’economia nazionale e locale.

“Le aziende di autotrasporto romagnole – sottolineano le due associazioni in una nota –, per la maggior parte associate in consorzi cooperativi, stanno subendo danni notevoli dalla chiusura della E45. Basti pensare che i mezzi della cooperativa Polo Autotrasporti di Cesena solcavano la superstrada con oltre 100 passaggi a settimana. A queste vanno aggiunte le altre imprese che sono interessate dalla chiusura, come il consorzio Consar di Ravenna, i cui autotrasportatori sono sottoposti ad aumenti di percorrenza di oltre 100 chilometri e 90 minuti per tratta, a cui vanno sommati i costi autostradali”.

Secondo CNA e Legacoop per evitare agli autotrasportatori di allungare di oltre il 30% il tragitto, è urgente il ripristino della viabilità ordinaria, mentre sono altrettanto necessarie verifiche celeri sulla stabilità dell’infrastruttura attualmente sottoposta a blocco. Le due associazioni chiedono infine che sia istituito un tavolo di area vasta per monitorare in modo costante la situazione, coinvolgendo tutte le istituzioni del territorio: Regione, Province e Prefetture.

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