25 gennaio 2019 - Ravenna, Politica

“Ravenna ‘capitale’ dell’energia? Rinnovare il modello di sviluppo e i comportamenti individuali e collettivi”

Articolo Uno lancia la sfida sul tema dell’ambiente e sugli obiettivi sottoscritti nell’accordo di Parigi

Negli ultimi giorni a Ravenna si è parlato molto della possibilità di puntare al riconoscimento della città come una delle “ capitali “ dell’ energia del nostro Paese. Sul tema Articolo 1 – MDP interviene con una nota, dove intende ricordare “cosa significa essere una capitale dell’energia nel XXI secolo”. La riflessione fatta intende superare quello che viene definito “orgoglio localistico“, portando al centro del dibattito il tema dell’ambiente e di una nuova strategia energetica capace di assicurare uno sviluppo moderno, efficiente e ambientalmente sostenibile.

Il passato della città

Nella prima parte della nota viene fatto un piccolo riepilogo sul passato di Ravenna, “certamente una città che nel dopoguerra, dopo la scoperta di importanti giacimenti di gas metano nel proprio sottosuolo,  ha saputo sviluppare un nuovo assetto economico e occupazionale in cui la produzione energetica ( gas ed energia elettrica ), l’industria off shore e il settore chimico hanno giocato un ruolo significativo insieme ad altri settori che via via sono cresciuti ( dal turismo al porto ). E grazie a questo sono sorte imprese importati  e si sono sviluppate professionalità qualificate che costituiscono obiettivamente una risorsa per Ravenna e per il Paese”.

“Di questo è certamente giusto e necessario tenere conto – sottolinea però Art.Uno – per favorire una transizione positiva, ma la questione energetica oggi non può essere posta solo in termini di una impossibile e anacronistica garanzia di continuità con il passato perché i tempi sono profondamente cambiati e, sulla base degli Accordi internazionali sul clima di Kyoto prima e di  Parigi oggi è cambiata la strategia energetica non solo italiana ma europea e mondiale”.

Gli accordi di Parigi

Come viene fatto notare, gli obiettivi sottoscritti nell’accordo di Parigi da decine e decine di Paesi del mondo puntano a evitare che il surriscaldamento climatico superi i 2 gradi centigradi, fatto che potrebbe avere effetti disastrosi e imprevedibili.

Il Parlamento europeo e il Parlamento italiano hanno quindi fissato questi 3 nuovi obiettivi fondamentali, da raggiungere entro il 2030 per una nuova strategia energetica e per assicurare uno sviluppo moderno, efficiente e ambientalmente sostenibile:

  1. L’ efficienza energetica deve migliorare del 32,5%;
  2. L’impiego di energie rinnovabili in Europa deve raggiungere  il 32%;
  3. Le emissioni di gas serra debbono ridursi del 40%.

Ravenna ‘capitale’ dell’energia?

Cosa dovrebbe fare quindi la città romagnola per essere una delle ‘capitali’ europee dell’ energia nel decennio 2020-2030? Articolo Uno invita a fare propri gli obiettivi fissati a Parigi “e cercare addirittura di migliorarli, come stanno facendo altre importanti città europee, cosa che comporterebbe vantaggi non solo di carattere globale ma anche locale in termini di qualità ambientale, di salute, di occupazione, specie per i giovani, e di qualità dello sviluppo e della vita di ciascuno di noi”.

“È giusto dire che Ravenna – obietta però la nota –, per quanto potenzialmente attrezzata e pur avendo compiuto nell’ultimo decennio passi avanti positivi, è ancor molto distante da quegli obiettivi strategici. Se vogliamo rivendicare dei giusti riconoscimenti e delle giuste attenzioni per i nostri settori e per i lavoratori dobbiamo quindi lavorare al contempo per cambiare e per rinnovare profondamente il nostro modello di sviluppo e i nostri comportamenti individuali e collettivi”.

Cosa deve cambiare?

Articolo Uno sottolinea che, prima di tutto, “debbono cambiare concretamente  gli obiettivi e le priorità delle istituzioni per conciliare sempre meglio sviluppo ( dal turismko, al porto, dall’ agricoltura all’industria ), lavoro, ambiente, salute e benessere, chiamando l’università e i centri di ricerca a dare un contributo di idee e progetti”.

“Debbono avere più coraggio innovativo le imprese ( e le loro associazioni ) – prosegue la nota – a partire da quelle altamente energivore e in particolare i due grandi colossi energetici nazionali presenti a Ravenna: Eni e ENEL, che finora, bisogna avere il coraggio di dirlo, hanno diversificato troppo poco la loro strategia energetica”.

Infine, conclude il Movimento, “dobbiamo cambiare abitudini anche noi cittadini con l’aiuto di Stato, Regioni ed Enti locali, ad esempio migliorando l’efficienza energetica delle nostre abitazioni, installando  pannelli fotovoltaici e solari termici e pompe di calore al posto dei vecchi impianti a energie fossili, modificando gradualmente le forme della nostra mobilità nella direzione di una sempre maggiore sostenibilità ambientale”.

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