1 febbraio 2019 - Ravenna, Cronaca, Sport

Lutto nel mondo del volley per la scomparsa di Enrico Tabanelli

Dirigente che ha scritto la storia dello storico Messaggero Ravenna

Grande lutto nel mondo del volley ravennate nella giornata di ieri: è infatti scomparso Enrico Tabanelli, dirigente che ha contribuito a scrivere la storia del club cittadino, a cui ha mostrato grande amicizia e attaccamento fino alla fine. La sua storia da dirigente è stata densa di trionfi e di soddisfazioni, una militanza legata al periodo d’oro del Messaggero Ravenna, nata nel 1987 quando Giuseppe Brusi rilevò la società insieme ad un gruppo di imprenditori e al primo anno vinse subito la A2.

Ma “Ico”, come tutti affettuosamente lo chiamavano, è stato soprattutto un uomo vero e serio e un grande amico della pallavolo ravennate. Un’amicizia e una vicinanza che ha mantenuto nel tempo, anche quando non aveva più incarichi dirigenziali, fino agli ultimi giorni della sua vita.

Tutta la società Porto Robur Costa e il mondo della pallavolo cittadina si è stretto in un grande abbraccio alla famiglia di “Ico”, alle due figlie, e a tutti i suoi cari in questo momento di grande dolore.

I ricordi

Lo vogliono ricordare così Luca Casadio, presidente del Porto RoburCosta, e Stefano Margutti, oggi collaboratore del club e giocatore quando “Ico” era dirigente della società.

“L’ho avuto come dirigente quando giocavo ma io l’ho sempre visto come un amico, una persona vera – dice Luca Casadio - sicuramente schietta, di quelli che non ha mai voluto mettersi in mostra, che ci ha messo molto del personale senza mai pubblicizzarlo. Avevamo un rapporto molto stretto e sono andato a trovarlo anche ieri, poco prima che ci lasciasse: per la prima volta si è commosso. Per delineare lo spessore dell’uomo cito questo aneddoto, che qualcuno della mia età può sicuramente rammentare: andammo a vedere una delle prime partite di pallavolo trasmesse dalla televisione; giocava l’allora Grondplast. Perdemmo ma lui a fine gara ai microfoni dichiarò ‘Godiamoci questa giornata di sport’, con quella erre moscia che era un suo elemento caratteristico”.

“E’ sempre stato un vero amico della squadra e dello sport, uno di quelli sempre positivo - lo ricorda così Margutti – e mai critico, sempre pronto a darci conforto nei momenti difficili. Era veramente strepitoso, con lui ci siamo divertiti, non ricordo che abbia mai fatto una critica a qualcuno. Mi piace ricordarne la positività che trasmetteva, e la sua generosità, tale da indurlo a comprare una macchina nuova, una Espace da sette posti, per portarci in trasferta l’anno che vincemmo la A2”.

 

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