12 febbraio 2019 - Ravenna, Politica

De Pascale è il nuovo Presidente dell'Unione delle province d'Italia

Eletto all'unanimità

Michele de Pascale è il nuovo Presidente dell'Unione delle province d'Italia

E’ Michele de Pascale, Presidente della Provincia di Ravenna, il nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia.

A eleggerlo all’unanimità e per acclamazione i quasi 300 delegati, tra Presidenti e Consiglieri Provinciali, riuniti oggi a Roma in occasione della 34° Assemblea Congressuale UPI.

De Pascale succede ad Achille Variati, ex Presidente della Provincia di Vicenza, che ha guidato l’associazione dal maggio 2015.

Le parole dell'appena eletto Presidente

“Le Province devono essere considerate un’opportunità – ha detto il Presidente appena eletto – e Governo e Regioni devono considerare queste istituzioni quali sede naturale per le funzioni amministrative. Certo però – ha sottolineato – che al decentramento delle funzioni devono corrispondere le risorse. L’emergenza finanziaria è ancora la priorità: le risorse per assicurare i servizi, per garantire la sicurezza delle scuole, per la manutenzione dei 130 mila chilometri di rete viaria. È su questo che continueremo a chiedere risposte al Governo, questa è la nostra battaglia principale. Quanto poi alle questioni istituzionali – ha aggiunto - è chiaro che la legge Delrio deve essere al più presto rivista profondamente, perché ormai non è più coerente. Dalla nostra esperienza possiamo dire che il sistema di elezione di secondo grado non funziona, perché produce sui territori un conflitto di interesse tra le funzioni di Sindaco e Presidente di Provincia. Per questo se Governo e Parlamento, proporranno il ritorno all’elezione diretta, avranno il nostro sostegno”.

Quanto poi all’attuazione dell’autonomia differenziata De Pascale ha sottolineato come “Non c’è da parte delle Province una posizione negativa, anche se c’è qualche preoccupazione, purché sia chiaro che maggiore autonomia non deve trasformarsi in egoismo territoriale, perché l’Italia non può crescere se non è unita”.

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