14 febbraio 2019 - Ravenna, Cultura

La Torre Pendente di Ravenna, quello che non sapevi

Quando è nata, a cosa serviva e perché è così inclinata

La Torre Civica Pendente 

A due passi dalla principale piazza della città bizantina, piazza del Popolo, proseguendo verso via Paolo Costa, è impossibile non notare la celebre “Torre Pendente” (la Torre Civica) ravennate, situata in via Ponte Marino.

Uno degli storici edifici della città di Ravenna.

Si tratta di una costruzione a pianta quadrata interamente in laterizio (uno tipo di mattone prodotto in materiale ceramico a pasta porosa, utilizzato sin dalla preistoria nell'edilizia).

Molto caratteristica, è uno dei simboli della città. 

Essa infonde un sentimento di curiosità in chiunque la guardi, soprattutto per via della sua inclinazione.

Questo edificio affonda le sue radici nel medioevo e, nei secoli della storia ravennate, ha subito diverse modifiche.

La sua metratura attuale è infatti inferiore a quella originaria e dall’edificio è stata asportata la parte superiore (circa 13 metri) causando la perdita del castello campanario e della finestra a bifora.

Ciò per evitare un crollo disastroso che, vista la sempre maggiore pendenza verso ovest e il baricentro particolarmente elevato, era sempre più probabile. 

I pezzi asportati sarebbero dovuti essere poi rimontati, ma ancora non è accaduto.

Da due particolari di questo edificio nasce anche un noto detto ravennate: “Zarchê Mariola par Ravêna” (“Cercar Mariola per Ravenna”); di cui vedremo origine e significato.

Storia: quando è nata e a cosa serviva

La Torre Civica, più comunemente conosciuta come “Torre pendente” per via della sua inclinazione, venne eretta nel XII secolo, all’interno del programma avviato dalla classe dirigente ravennate (a partire dall’anno mille) di edificazione di numerose torri gentilizie all'interno del tessuto urbano in quanto simbolo di potere e prestigio sociale.  

Si ipotizza potesse essere appartenuta ai Guiccioli.

In principio essa era chiamata "Dei beccai" per via della presenza di diverse botteghe di macellai situate nell'area del ponte Marino (un attraversamento del fiume Padenna: principale percorso fluviale entro le mura di Ravenna in epoca medievale).

Da qui deriva anche il nome della via, Ponte Marino, appunto, in cui al civico n°2 è situata la Torre.

Alla fine del Duecento, il rettore pontificio ordinò la demolizione di tutte le torri e i fortilizi privati.

Questa torre fu però esclusa dalla demolizione e nel frattempo divenne proprietà del Comune (forse dal 1317 o dal 1326).

Dell’altezza di circa 39 metri, fu per secoli utilizzata come torre di avvistamento.

Essa era custodita da una guardia la quale avrebbe suonato la campana in caso di pericolo per lanciare l’allarme oppure per la convocazione del consiglio comunale, ma anche in occasioni religiose o civili.

La parte superiore della torre, il castello campanario, è stato modificato in diversi momenti, soprattutto tra XVI e XIX secolo, anche per far fronte ai persistenti problemi di stabilità dovuti, pare, anche all’oscillazione procurata dal suono delle campane.

Il 1915 è stato l’anno della caduta in disuso dell’edificio.

Gli anni 2000, 13 metri in meno

Dopocirca 800 anni, nell’anno 2000, venne resa più stabile tramite l’installazione di una struttura ferrea di rinforzo esterno, poi fu asportata la parte sommitale della torre (gli ultimi 13 metri, ) per eludere il rischio di un possibile crollo abbassandone il baricentro, per cui l’altezza dell’edificio ammonta in questo momento a circa due terzi dell’altezza originaria (l’attuale metratura ammonta a 26 metri).

I pezzi della parte superiore, dopo essere stati smontati, sono stati catalogati in previsione di un rimontaggio futuro.

Quest’ultimo sarebbe dovuto avvenire quando i lavori di consolidamento del terreno e redistribuzione della massa dell’edificio fossero giunti al termine.

Come tutti ben sappiamo, però, essi non sono mai stati rimontati (per il momento).

Perchè è così inclinata?

La Torre Civica è soggetta ad un continuo e progressivo processo di inclinamento verso ovest in quanto è situata in prossimità del percorso in cui in antichità scorrevano le acque del fiume Padenna; ciò è alla base del lento smottamento sotterraneo che causa la famosa “pendenza”.

“Zarchê Mariola par Ravêna” (“Cercar Mariola per Ravenna”)

Alla base della costruzione, inglobati in uno dei lati esterni, vi sono due rilievi marmorei molto antichi.

Si tratta di un bassorilievo di un uomo a cavallo e di una testa particolarmente rovinata della quale è quasi impossibile identificare i lineamenti, ma che si presume raffiguri una donna.

La loro particolare posizione, essi sono molto vicini fra loro ma sono rivolti in direzioni opposte come a “volgersi le spalle”, è all’origine del detto “Zarchê Mariola par Ravêna” (“Cercar Mariola per Ravenna”) che, parafrasato, significa cercare qualcosa di molto vicino, senza però riuscire a trovarlo.

 

Valentina Orlandi 

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