22 febbraio 2019 - Ravenna, Eventi, Politica

Festival d’organo, Ancisi (LpR): “Il Comune partecipi adeguatamente”

La richiesta del consigliere è stata sottoscritta da tutti i gruppi d’opposizione

È stata sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione la proposta di Alvaro Ancisi, consigliere di Lista per Ravenna, che ha richiesto la convocazione delle commissioni consiliari Cultura e Turismo del Comune per discutere di “Sostenere e valorizzare il festival internazionale di musica d’organo per il triennio 2019-2021”.

Le premesse

Nella relazione del consigliere viene riportata come premessa l’attestazione con cui l’anno scorso la giunta comunale siglò un accordo di compartecipazione con l’Associazione Polifonica per l’organizzazione del 57° Festival di musica da organo: “È la manifestazione culturale più antica della Città ed una delle manifestazioni riconosciute come più longeve e prestigiose del mondo. Patrimonio storico della città di Ravenna, definito dal quotidiano tedesco Die Zeit ‘il fiore all'occhieIIo di Ravenna in Europa’, il Festival si svolge da 57 anni tutte le estati nella Basilica di San Vitale. Obiettivo del Festival è di richiamare nella città di Ravenna gli appassionati di questo particolarissimo genere di musica e promuoverne la diffusione”.

Nel programma di quest’anno è prevista l’organizzazione in San Vitale di uno straordinario concerto inaugurale ed altri quattro concerti di alto livello artistico. Ma Ancisi sottolinea come questi potranno essere raddoppiati, nelle serate dei giorni precedenti, con altrettante anteprime riservate all’offerta turistica, qualora, con la collaborazione dell’assessorato competente e tramite le associazioni delle imprese alberghiere, sia possibile inserire l’ingresso a tali eventi nella promozione di “pacchetti” turistici specifici. “I concerti stessi saranno comunque eseguiti anche presso l’Abbazia del Valsenio – si sottolinea –, bellissimo luogo recentemente restaurato, con l’annesso sito archeologico romano e medievale, tappa intermedia di un pellegrinaggio dantesco tra Firenze e Ravenna”.

“L’Associazione Polifonica – prosegue la relazione – ha presentato all’amministrazione comunale la richiesta di una sua compartecipazione all’organizzazione del 58° Festival, al quale si propone di offrire il massimo dell’interesse e della qualità, anche in vista del biennio che lo separa dalla sua 60esima edizione, coincidente col VII centenario dantesco, in modo che a tale eccezionale ricorrenza possa concorrere tra le eccellenze culturali della nostra città. La Polifonica ha già ottenuto al riguardo, dalla prestigiosa rivista “Musica” (http://www.rivistamusica.com/), la concessione gratuita di tre pagine promozionali degli eventi che si andranno a realizzare nel 2021”.

La richiesta al Comune

Ancisi sottolinea come la partecipazione finanziaria del Comune di Ravenna sia stata pari a 15mila euro fino all’anno 2000, riducendosi a 10.500 nel 2002, a 7.500 nel 2013 e a 6.000 nel 2018. “Ciononostante, la Polifonica, con grande sacrificio e spirito di missione, avendo stabilito importanti collaborazioni e convenzioni con Accademie Organistiche di Giappone, Stati Uniti e Germania (da cui il sostegno della Deutsche Bank), è riuscita a mantenere al Festival d’organo un prestigio elevato e una partecipazione di pubblico rilevante ed entusiasta”.

“Le difficoltà – conclude la richiesta delle opposizioni – si ripropongono anche per la 58esima edizione del 2019, quando, a fronte di una previsione di spesa, pur ristretta al massimo, pari a 40mila euro, le entrate ipotizzabili assommano a 20mila euro, tra gli incassi e i contributi della Regione (a decorrere da quest’anno e destinati esclusivamente a rendere possibili le quattro repliche dei concerti ravennati presso l’Abbazia di Valsenio ), della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e della Deutsche Bank”.

Di qui, l’istanza che ‘il Comune di Ravenna valuti a fondo le ragioni e le modalità di com-partecipare come organizzatore, con particolare impegno dei servizi Cultura e Turismo, al Festival d’organo 2019, nella prospettiva del triennio che porta al suo 60° e al VII centenario dantesco’”.

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