8 marzo 2019 - Ravenna, Cervia, Cronaca

Oltre 11 milioni di frode fiscale sull’IVA dei carburanti, in 4 denunciati dalla GdF

Le Fiamme Gialle, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli, hanno sequestrato beni immobili e disponibilità finanziarie

È stato eseguito nei giorni scorsi dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna il sequestro preventivo di beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre 11 milioni di euro, importo corrispondente all’evasione fiscale realizzata da quattro soggetti denunciati per i reati di omessa dichiarazione fiscale, emissione di fatture relative ad operazioni inesistenti, occultamento di scritture contabili e truffa ai danni dello Stato.

Il provvedimento cautelare, eseguito in seguito a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica partenopea, nella persona del P.M. Dr.ssa Roberta Simeone,  è stato adottato in esito ad una complessa attività di polizia economico-finanziaria condotta dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Cervia, che ha permesso di fare luce su una maxi-frode all’IVA nel settore della commercializzazione di carburante perpetrata dai quattro denunciati che, sfruttando illecitamente la normativa fiscale, avrebbero architettato un sofisticato sistema per acquistare prodotto petrolifero senza pagare l’IVA e per rivenderlo “sottocosto” ottenendo così illeciti guadagni.

L’operazione precedente

L’operazione delle Fiamme Gialle rappresenta lo sviluppo di una precedente attività di indagine, che nel 2018 aveva consentito di individuare due società “cartiere”, inizialmente collocate a Cervia e poi trasferite in provincia di Forlì, coinvolte in un vasto giro di false fatturazioni. In quel caso la GdF cervese aveva sottoposto a sequestro beni per oltre 13 milioni di euro, individuando un’ulteriore società coinvolta nell’illecita commercializzazione di prodotti petroliferi, questa volta con sede a Napoli, sulla quale si è quindi concentrata l’attenzione investigativa dei Finanzieri.

L’evasione

La società napoletana, attraverso mendaci “dichiarazioni di intento” che attestavano falsamente la sua natura di “esportatore abituale”, avrebbe acquistato considerevoli volumi di carburante in regime di esenzione IVA, beneficio concesso dalla normativa fiscale per coloro che acquistano beni per esportarli all’estero. Il prodotto petrolifero tuttavia non sarebbe mai stato esportato, ma rivenduto in Italia a distributori stradali di benzina, circostanza che avrebbe consentito alla società di incassare da questi ultimi l’IVA relativa alle cessioni di carburante, che sistematicamente non veniva versata all’Erario.

In definitiva, la compagine partenopea, rivelatasi essere un “evasore totale”, avrebbe in questo modo realizzato nel giro di un biennio un’evasione fiscale di circa 6 milioni di euro, emettendo fatture fasulle per oltre 8 milioni di euro. Di qui il provvedimento cautelare emesso dall’Autorità Giudiziaria di Napoli, che ha consentito alla Guardia di Finanza di Cervia di sequestrare nei confronti degli autori della frode, oltre che disponibilità finanziarie, anche 22 immobili di proprietà ubicati nelle province di Napoli, Macerata ed Ascoli Piceno.

Il mercato alterato

Oltre all’ingente evasione fiscale, la frode avrebbe prodotto inoltre una vera e propria alterazione delle regole di mercato, in quanto il carburante illecitamente acquistato senza applicazione dell’IVA veniva rivenduto alle pompe di benzina a prezzi notevolmente più bassi rispetto a quelli ordinariamente praticati, concretizzando una significativa concorrenza sleale in danno degli operatori commerciali del settore.

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