11 marzo 2019 - Ravenna, Cronaca

Prevenzione e contrasto del cyberbullismo, esperimento riuscito al Liceo artistico “Nervi Severini”

Un'innovativa metodologia didattica che ha avuto successo

Lezione partecipata al Liceo artistico “Nervi Severini” di Ravenna contro il cyberbullismo

Esperimento riuscito al Liceo artistico “Nervi Severini”, nell’ambito del progetto di prevenzione e contrasto del cyberbullismo. Sabato 9 marzo, nel corso dell’incontro in aula magna, è stato usato un nuovo approccio con i ragazzi per spiegare loro cos’è il cyberbullismo e quali conseguenze possono scaturire da comportamenti devianti sul web 2.0. Gli esperti intervenuti, infatti, hanno coinvolto attivamente gli studenti in una interessante lezione partecipata che ha visto i ragazzi direttamente protagonisti.

Un'innovativa metodologia didattica per spiegare il cyberbullismo

La dott.ssa Cristina d’Aniello, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna, ha dialogato con gli studenti, spiegando con un linguaggio semplice e chiaro gli articoli del Codice penale che si occupano di atti persecutori, di diffamazione, di interferenze illecite nella vita privata, di pornografia minorile e di accesso abusivo al sistema informatico. La metodologia didattica utilizzata per approcciare gli studenti è stata innovativa per questo tipo di argomenti: il magistrato ha creato situazioni-tipo in cui i ragazzi sono stati protagonisti, lasciando spazio alle loro riflessioni e al loro modo di percepire i temi proposti, per poi spiegare ciò che la legge prescrive e punisce, in modo da far apprendere e interiorizzare ai ragazzi le norme astratte prescritte dal Codice penale.

Analoga strategia attiva è stata usata dalla psicoterapeuta Francesca Siboni, che ha interagito con i ragazzi per approfondire le tematiche del complesso rapporto tra genitori e figli con l’individuazione delle figure di genitori ideali, della buona tecnologia, del bisogno di cooperazione e di aiuto reciproco nonché dell’istinto di differenziazione e di competizione.

Le parole entusiaste degli studenti al termine dell'incontro

Gli studenti si sono mostrati entusiasti al termine dell’incontro. Una studentessa della classe I C ha riferito che “molto spesso si sente parlare di cyberbullismo, ma mai si arriva a capire così a fondo cosa sia, né si arriva a comprendere in modo così chiaro le conseguenze di un’azione che per noi può essere banale” … “poi abbiamo affrontato con la psicoterapeuta il delicato rapporto con i nostri genitori e il fatto che ci dobbiamo poter fidare di loro; invece noi pensiamo sempre che è impossibile parlare con i nostri genitori di cose di cui ci vergogniamo”.

Un altro studente ha riferito che “l’incontro è stato molto interessante perché abbiamo letto noi stessi gli articoli del Codice e poi il giudice ha spiegato, facendoci capire con esempi, quello che dice la legge”. E ancora “quando il giudice ha detto che uno scherzo fatto ad un compagno e poi pubblicato su Facebook ci diverte ma poi ha sottolineato che, se si è coinvolti direttamente, lo stesso scherzo ci può ferire e tormentare, lì ho capito che si può fare del male agli altri e non accorgersene e che è importante non chiudere gli occhi davanti alla sofferenza altrui”… “poi mi ha colpito molto una cosa che è stata detta, su cui non avevo mai riflettuto, e cioè che le foto che pubblichiamo sul web non sono più nostre ma diventano di tutti”.

L'incontro dal grande valore 

All’incontro hanno partecipato anche l’editore di ravenna24ore.it, Carlo Serafini e il Presidente dell’Associazione “Cuore e territorio”, Giovanni Morgese, promotori dell’iniziativa insieme alla referente per il cyberbullismo del Liceo artistico, prof.ssa Daniela Martino. A conclusione degli interventi degli esperti, è stato poi proiettato il cortometraggio sul cyberbullismo “Spegni il cellulare, Accendi il cuore” prodotto dalla stessa associazione congiuntamente a ravenna24ore.it e diretto dal regista Gerardo Lamattina. Tra gli studenti presenti nell’aula magna del Liceo c’era anche una studentessa che è stata una delle protagoniste del cortometraggio, la quale ha spiegato che “l’esperienza è servita per capire più da vicino cosa vuol dire cyberbullismo e per riflettere su tutto quello che c’è dietro a questa problematica”.

L’obiettivo principale dell’iniziativa, dunque, è stato quello di far capire agli studenti che anche all’interno di uno spazio virtuale si muovono e interagiscono persone reali, che vivono emozioni e sentimenti reali, che amano, odiano e soffrono proprio come nella vita reale, e che tutto questo non può e non deve essere ignorato.

Insomma, quello di sabato scorso, è stato un incontro coinvolgente ed efficace, di cui sono molto soddisfatte anche la referente del Liceo e la Dirigente scolastica, che sono convinte dell’utilità di questo percorso didattico per prevenire le varie forme di cyberbullismo, soprattutto tra gli studenti più piccoli, maggiormente esposti alle insidie dei social network.

 

 

 

 

 

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