13 marzo 2019 - Ravenna, Economia & Lavoro

Segnali positivi per l’economia romagnola: crescono fatturato, produzione, e occupazione

Dati del secondo semestre 2018 in controtendenza rispetto a quelli nazionali

È stata presentata oggi, mercoledì 13 marzo, l’indagine congiunturale dell’area vasta realizzata dal Centro Studi di Confindustria Romagna, relativa ai dati del secondo semestre del 2018. Prosegue in Romagna il trend positivo già evidenziato nel primo semestre per tutti gli indicatori rilevati nell’indagine semestrale tra gli associati. Una controtendenza rispetto ai dati nazionali, che restituiscono un forte calo a novembre seguito solo da un timido recupero a dicembre.

Per quanto riguarda l’area ravennate, le imprese coinvolte sommano un fatturato di 3 miliardi di euro e 10 mila addetto diretti: ne emerge un buon andamento della produzione e del fatturato, con percentuali leggermente migliori rispetto all’ultima indagine, in controtendenza con il dato nazionale grazie alla crescita delle quote di fatturato estero.

I dati

Nell’area vasta nel secondo semestre 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017 crescono fatturato totale (+7%), produzione (+4,2%), occupazione (+6%). Nelle previsioni per il primo semestre 2019 la produzione viene prevista stazionaria da un 51,7% delle imprese e in aumento dal 35%; l’occupazione è stazionaria per il 63,4% del campione e in crescita per il 30,1%; gli ordini per il 44,6% sono stazionari e per il 39,1% in aumento.

Anche a Ravenna crescono fatturato totale (+7%), produzione (+3,7%), occupazione (+3,7%) e ordini totali in aumento per il 40% del campione. Il grado di internazionalizzazione si attesta al 27,1% e nelle previsioni la produzione viene vista stazionaria dal 56,6% delle imprese; così come stazionari saranno gli ordini per il 48% del campione; anche l’occupazione non sarà modificata per il 67,9% del campione, mentre il 27% la stima in crescita.

Anche l’osservatorio sugli investimenti evidenzia una crescita in proporzione al fatturato (+3,9%), e in generale rispetto al 2017 (+16,2%). Le previsioni sono nel complesso positive, anche se ci si attende per l’anno in corso una maggiore cautela: gli investimenti si concentreranno su ICT, formazione, linee di produzione e ricerca e sviluppo.

Confindustria Romagna e Università di Bologna

Proprio sulla ricerca e sviluppo si che concentrano gli investimenti di Confindustria Romagna che, attraverso il Centro studi, ha siglato un accordo con il dipartimento di Management dell’Università di Bologna con sede a Rimini, che prevede il cofinanziamento e l’attivazione di un assegno di ricerca biennale per il progetto di ricerca “Capitale umano e welfare aziendale nel sistema industriale e dei servizi in Romagna: cambiamenti in atto e prospettive di sviluppo”.

“Attraverso il nostro Centro Studi vogliamo costituire un osservatorio sull’evoluzione delle professionalità all’interno dell’industria – dichiara il presidente Paolo Maggioli – il fenomeno dell’innovazione organizzativa e delle sue conseguenze, in termini di scelte di gestione del personale, è strategico: la transizione verso approcci gestionali coerenti con una logica di ‘Industria 4.0’ genera infatti sfide e criticità rilevanti nella gestione delle persone, delle loro competenze e del loro benessere”.

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