1 aprile 2019 - Ravenna, Arte, Società

Grande Ferro R, breve storia di un’opera d’arte maltrattata

Dal restauro e l’idea di portarlo in piazza Kennedy, fino alle ultime polemiche sull’utilizzo all’interno dell’OMC

Qualche giorno fa un nostro lettore ci ha segnalato l’utilizzo dell’opera di Alberto Burri, il Grande Ferro R, posta negli spazi del Pala De Andrè, e adibita a bar all’interno degli stand dell’OMC. Sulla questione è intervenuta anche l’artista Rosetta Berardi, che dalle pagine de Il Resto del Carlino ha definito “uno scempio” questo allestimento.

Si tratta però solo dell’ultima tra le tante polemiche che negli ultimi anni hanno ruotato attorno alla creazione, realizzata nel 1990, di un artista conosciuto in tutto il mondo. Già nel 2014 il consigliere di Lista per Ravenna Nicola Grandi aveva denunciato lo stato di degrado dell'opera, chiedendo attività di manutenzione e valorizzazione.

Dopo il restauro e l’installazione di una nuova illuminazione, circa un anno più tardi fu la consigliera del Movimento 5 Stelle, Francesca Santarella, a segnalare una “sostanziale modifica della tinta dello smalto con cui l’opera era stata in origine rivestita da Burri”, chiedendosi come fosse stata realizzata la campionatura della nuova tinta.

In diverse occasioni, inoltre, è spuntata la suggestione di spostare il Grande Ferro R dalla sua collocazione originale nel piazzale del Pala De Andrè, ma già nel 2015 l’allora sindaco Matteucci, annunciando anche una serie di eventi per valorizzare l’opera d’arte, aveva cassato l’idea con un perentorio “non se ne parla proprio”.


Il Grande Ferro R adibito a bar all'interno di OMC

Nel 2017 la proposta è tornata in auge con l’interrogazione del capogruppo di Ama Ravenna Daniele Perini, che proponeva di portare il Grande Ferro in piazza Kennedy per riavvicinare Burri alla città, ma non bisogna dimenticare come l’opera sia stata concepita assieme a tutta l’area. Da questa considerazione l’invito del nostro giornale: “Andrebbe valorizzato e tutelato per quello che è: una testimonianza d’arte del nostro recente passato”.

Sempre nel 2017 la prima polemica legata ai capannoni dell’OMC, che aveva prima collocato, poi spostato, accanto al Grande Ferro il camino di un condotto di areazione, scatenando nuovamente il dibattito sulla salvaguardia della scultura durante gli eventi al Pala De Andrè.

Proprio quest’anno un’altra lettrice ci ricordava il triste destino dell’opera di Burri durante la fiera dell’Offshore, con i padiglioni a ingabbiare e nascondere il capolavoro. Infine l’episodio del bar, sempre all’interno dell’OMC, commentato anche dal Presidente del Rotary Club di Ravenna, Gian Piero Zinzani, come “non conoscenza e noncuranza del patrimonio pubblico”. La storia prosegue, ma il “Grande Ferro R” non trova pace!

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