12 aprile 2019 - Ravenna, Cronaca

"A Ravenna non c’è pace per gli eventi pubblici"

Riflessioni di alcuni operatori economici sulle scelte di questa amministrazione

Le riflessioni di alcuni operatori economici cittadini sulle scelte dell'Amministrazione comunale.

"A quanto abbiamo potuto constatare, l’attuale amministrazione, fin dal suo insediamento, ha trattato come il 'male' gli eventi pubblici – aventi risvolti economici -, imponendo a tutti il pagamento della Tosap (Tassa suolo pubblico), e intervenendo, con contributi, a favore solo di alcuni.

Sempre nel contesto degli eventi pubblici, nel porre l’obbligo di mettere in atto le procedure di safety e security, abbiamo potuto appurare come l’attuale amministrazione intenda agevolare solo alcuni operatori, tramite l’erogazione di sussidi, con criteri difficili da comprendere.

Premesso che ci sarebbe da chiedersi - come ama dire l’illustre concittadino Prof. Ivan Simonini - “se a Ravenna si conosca il principio della ‘sussidiarietà orizzontale’ in base al quale la società, nelle sue varie forme autonome, è chiamata a concorrere al bene comune”, sentiamo di dover sottolineare come gli eventi pubblici siano una risorsa preziosissima per il territorio e vadano sollecitati, promossi, assecondati, esentati da tributi locali per suolo - pubblicità - rifiuti, in quanto non solo possono produrre reddito per chi li organizza, ma soprattutto producono reddito indiretto, qualificazione, legittimazione, centralità, vita per il territorio e per le istituzioni, senza la necessità che queste ultime investano risorse per organizzare direttamente eventi. Si pensi, a tal proposito, alla sola ultima iniziativa voluta dall’attuale amministrazione che porterà a Ravenna una tappa del Giro d’Italia e che produrrà - solo di costi diretti iniziali - un esborso di ben 70.000 euro.

Infine, ci sembra importante sottolineare che - in detto ambito - la reiterazione di attività di vendita di beni e/o servizi (si pensi al lavoro dell’organizzatore di eventi, del ristoratore, del commerciante, dell’artigiano, ecc.), anche al di fuori dell’attività d’impresa, determina l’esistenza di un’attività economica, che deve a tutti gli effetti soggiacere a norme fiscali, contributive ecc. e nessuno deve - ma soprattutto può - dare patenti di bontà connesse alle finalità dell’evento, che esonerino dal soggiacere a tali norme.

Riteniamo che il Comune debba erogare contributi secondo merito oggettivo, consistente solo nello share dell’evento.

Concludiamo sottolineando come sia auspicabile sostenere i cittadini che - cogliendo gli appelli alla sostenibilità ambientale che, a livello internazionale, giungono da più parti – praticano, tramite eventi dedicati, - politiche di riuso e riciclo, con comportamenti meritori che esulano dalla mera attività di impresa".

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