18 aprile 2019 - Ravenna, Cronaca

Fiumi Uniti. Più di 1000 rifiuti in un’area vicino alla foce

L'indagine “Beach Litter”

Una quantità di rifiuti assurda

L'indagine “Beach Litter”: nel pomeriggio di mercoledì 17 aprile, i Volontari x Natura di Legambiente hanno eseguito un’indagine alla foce dei Fiumi Uniti per verificare ancora una volta la qualità e quantità dei rifiuti presenti. Individuati più di mille rifiuti in un’area di 100mx20m di cui più del 97% si tratta di plastica.

“Un dato che peggiora rispetto alle precedenti indagini e che non fa presagire alcun miglioramento nonostante le numerose pulizie eseguite nell’area. Spesso sull’arenile insistono mareggiate che portano a depositarsi tantissimi rifiuti, in particolare riconducibili alle attività di pesca e materiali di imbarcazioni” commenta Legambiente.

Tabella dei rifiuti trovati

Un passo importante

Legambiente rimarca come sia estremamente complesso intervenire correttamente sulle effettive fonti dei rifiuti spiaggiati, in particolare se legate alle attività di pesca, ma sottolinea che cominciare a muoversi limitando la plastica sulle nostre spiagge, come già ha fatto Rimini in Emilia Romagna è un primo passo importante nella riduzione di quella quota riconducibile ad abbandoni diretti, in particolare nelle spiagge più frequentate.

“Ci piacerebbe che la nostra amministrazione avesse il coraggio di seguire l’esempio di Rimini che recentemente ha emesso un’ordinanza balneare per la prossima stagione, finalizzata al divieto dell’uso della plastica monouso in spiaggia, in particolare bicchieri e cannucce ed ulteriore divieto di fumo. L’alternativa potrebbe essere anche quella di un protocollo d'intesa con tutti gli stabilimenti e la ristorazione sulla costa, per sostituire posate, piatti di plastica, sacchetti da asporto con materiali biodegradabili, plastica rigida e posate di metallo” continua.

L’associazione ricorda inoltre dell’enorme mole di rifiuti depositatasi nel retroduna dell’arenile della foce, durante la mareggiata del 2015 e che da anni continua a denunciare, senza riscontrare alcuna proposta di intervento.

“Un disastro ambientale già da tempo denunciato e spesso dimenticato per la ricrescita della vegetazione” conclude.

 

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