14 maggio 2019 - Ravenna, Sanità

Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, Maria Cecilia Hospital è centro di riferimento

“I risultati del trattamento chirurgico di questa patologia sono eccellenti e guaritivi restituendo ai pazienti una vita normale”

A Cotignola fioriscono speranze

La cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva è una rara malattia del cuore di natura genetica. Ogni anno in Romagna vengono trattati in media 20 pazienti adulti (ne sono affetti circa 15 pazienti per milione d’abitanti). Chi soffre di questa patologia ha ora come punto di riferimento Maria Cecilia Hospital di Cotignola: l’Ospedale di Alta Specialità di GVM Care & Research, accreditato con il SSN, è stato infatti individuato dalle strutture del territorio come centro di coordinamento per gli ospedali della Romagna per il trattamento chirurgico della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva in età adulta.

Il Maria Cecilia Hospital a Cotignola

“Presso la USL Romagna è stato creato un Team di specialisti cui i pazienti affetti da questa patologia possono rivolgersi – spiega il dott. Alberto Albertini, Responsabile dell’unità operativa di Cardiochirurgia a Maria Cecilia Hospital. – Nell’ambito di questo Team, Maria Cecilia Hospital è stato scelto come centro di riferimento grazie all’esperienza nel trattamento chirurgico di questa patologia. La scelta di attivare una centralizzazione della gestione di questi pazienti deriva dalla necessità di non frammentare le cure che la patologia richiede e di avere a disposizione la collaborazione degli specialisti più qualificati sul territorio”.

Il Dott. Albertini, Responsabile dell’unità operativa di Cardiochirurgia a Maria Cecilia HospitalUn gruppo di specialisti con apparecchiature dedicate

La diagnosi della cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva richiede esami specifici e multidisciplinari, e il follow-up dei pazienti affetti si avvale della collaborazione di un gruppo di specialisti quali cardiologi, radiologi, genetisti e cardiochirurghi. Nell’ospedale di Cotignola vengono utilizzate apparecchiature dedicate di diagnostica, come l’Ecocardiografia e la Risonanza Magnetica cardiaca. Infine viene tracciato un profilo genetico del paziente, utile per seguire l’ereditarietà della patologia, che colpisce più persone dello stesso ramo famigliare.

“Questa patologia vede il muscolo cardiaco ispessirsi più del dovuto, – prosegue il dott. Albertini. – Nelle forme che determinano un’ostruzione al ventricolo sinistro, e che sono invalidanti, è necessario un intervento chirurgico che richiede particolare esperienza e deve essere effettuato in centri specializzati. I risultati del trattamento chirurgico di questa patologia sono eccellenti e vengono considerati guaritivi restituendo ai pazienti una vita normale”.

Le tecniche chirurgiche utilizzate a Maria Cecilia Hospital per i casi ostruttivi di cardiomiopatia ipertrofica sono con accesso chirurgico mininvasivo per permettere al paziente una più rapida ripresa della quotidianità.

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