11 giugno 2019 - Ravenna, Cultura, Arte

Ravenna. La grande bellezza dei monumenti: la Basilica di San Francesco

Alla scoperta dell’incantevole sorpresa celata nella cripta

Un’umile gemma nel cuore della città

La Basilica di San Francesco a Ravenna è un vero e proprio capolavoro dell'arte medievale, si tratta di una meraviglia da visitare tassativamente nel vostro itinerario alla scoperta della capitale bizantina.

La basilica di San Francesco (ph. Tannaw Rai)

Essa sorge nel cuore del centro storico, nell’omonima piazza: a rendere questa chiesa impareggiabile non sono solo i mosaici, gli affreschi del '300 e la particolare architettura, ma una cripta davvero unica e caratteristica che, grazie ai giochi di luce e ai riflessi dello specchio d’acqua che ricopre il pavimento colmo di tessere e traboccante di storia, regala un momento suggestivo destando stupore nei nuovi visitatori e incantando con un fascino sempre nuovo i ravennati che l’hanno già scoperta.

La Basilica di San Francesco, dedicata in origine ai SS. Apostoli (Basilica Apostolorum) e poi a San Pietro (S. Petri Maioris) sorse verso la metà del V secolo d.C.

Facilmente intuibile, l'attuale denominazione si deve ai frati minori francescani che, tra il 1261 e il 1810, e poi di nuovo tra il 1949 sino a oggi, la scelsero come loro sede dedicandola al santo di Assisi.

Intristisce non poter ammirare lo splendore iniziale della prima chiesa paleocristiana in quanto, nei secoli, essa è stata oggetto di continui rifacimenti: ad esempio, l’annessione dell’imponente campanile quadrato è datata al X-XI secolo.

La basilica di San Francesco

La grande ‘sorpresa celata’

Come spesso accadeva alle chiese ravennati, anche San Francesco fu più volte sopraelevata per via del fenomeno della subsidenza.

Il piano originario della basilica, infatti, è a 3,6 metri al di sotto dell'attuale livello stradale.

L’ingresso nella chiesa lascia ampio spazio al respiro fra le sue tre navate caratterizzate da linee molto semplici, un fil rouge, quello dell’umiltà, che domina nella fattezza della basilica: anche la facciata, in laterizio a vista, è movimentata al centro solo da una piccola bifora.

La semplicità non si pone però come ostacolo alla bellezza la quale regna sovrana in questo capolavoro architettonico che stupisce i turisti con una ‘sorpresa’ celata (ma non troppo): percorrendo la basilica come in un crescendo emotivo, si giunge ad una finestra situata sotto l'altare maggiore, costituito da un sarcofago del V secolo, ed è qui che l’occhio del visitatore si meraviglia scorgendo la cripta risalente al X secolo.

La cripta dentro alla basilica di San Francesco

Come se dal nulla si venisse calati in uno scenario incantevole, i giochi di riflessi all’interno della cripta fanno da padroni: la suggestione è inevitabile osservando lo sfavillio dell’acqua che lascia vedere in trasparenza il pavimento sommerso di mosaico della chiesa originaria dal quale si innalzano dei pilastrini che sorreggono l’ambiente, destinato ad ospitare le reliquie del vescovo Neone, fondatore della chiesa, come testimoniato dall’iscrizione che si trova sul luogo.

L’acqua, elemento caratterizzante della basilica, è sempre presente nella cripta in quanto essa si trova al di sotto del livello del mare e l'acqua piovana confluisce al suo interno invitando anche molti visitatori, probabilmente ammaliati dalla bellezza del luogo, a gettare le monetine nello specchio luminoso esprimendo un desiderio e contribuendo a donare alla cripta ancor più sfumature e giochi di colore.

La cripta dentro alla basilica di San Francesco.

San Francesco e Dante Alighieri

Durante il periodo medievale divenne la chiesa prediletta dei Polentani, signori della città e ospiti di Dante; in molti sostengono che sia stata la più frequentata dal Sommo Poeta che proprio a Ravenna visse i suoi ultimi anni.

Infatti, come riporta il sito ravennafestival.org, la basilica, dalla facciata semplice, rustica e serena, è indissolubilmente legata ai funerali di Dante Alighieri, celebrati con tutta probabilità il 15 settembre 1321, davanti alle massime autorità cittadine, con Guido Novello da Polenta in prima fila insieme ai figli del Sommo Poeta, Pietro e Jacopo, e alla figlia, suor Beatrice. Il poeta trecentesco Cino da Pistoia, “maestro” di Francesco Petrarca, dedica all’evento il poema “Su per la costa, Amor, de l’alto monte”, che si chiude con questi versi:
«…quella savia Ravenna che serba
il tuo tesoro, allegra se ne goda,
ch’è degna per gran loda».

La basilica di San Francesco

Informazioni

Orari: Tutti i giorni: 7.00 - 12.00 / 15.00 - 19.00
È consigliabile visitarla di prima mattina oppure verso il tramonto durante la stagione estiva. Sono da evitarsi gli orari delle celebrazioni liturgiche.

L’ingresso è gratuito.

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Valentina Orlandi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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