19 giugno 2019 - Ravenna, Politica, Sanità

Polemica sul Pronto Soccorso, l’Ausl risponde ad Ancisi: “Falso che il percorso della paziente si sia limitato all’attesa”

Ma il capogruppo di LpR ribadisce: “Verità, oltre le scuse”

Si inasprisce il confronto sul caso di lunghe attese al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Ravenna segnalato nei giorni scorsi dal capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi.

L’Ausl con una nota stampa ribatte alle accuse: “Sostenere che il percorso che ha portato al ricovero della paziente si sia limitato all’attesa non è propriamente corretto e non rende del tutto l’idea della situazione reale. La signora è giunta all’Ospedale di Ravenna su invio del medico di famiglia, per una visita infettivologica, a seguito del persistere di febbre successiva ad un intervento chirurgico ortopedico che ha avuto luogo, nei giorni precedenti, presso un privato accreditato. Visita che è stata regolarmente effettuata, dopo la quale il medico ha ritenuto opportuno sottoporre la paziente ad un approfondimento clinico e l’ha dunque avviata al Pronto soccorso per eseguire: esami ematici completi, emocolture, esami di radiologia e visita ortopedica”.

“Tale percorso – precisa l’azienda sanitaria –, a seguito delle molte urgenze che si sono susseguite nelle ore successive e ad un numero complessivo di accessi che ha superato i 300 nelle 24 ore, ha trovato compimento dopo molte ore, con la decisione dei medici, per quanto emerso dalle valutazioni cliniche svolte, di procedere col ricovero. Va però evidenziato che in tale periodo, la paziente non solo ha effettuato gli esami prescritti ma è stata costantemente monitorata ed è stata ritarata la terapia farmacologica che stava assumendo (va in questo senso segnalato che nel frattempo la temperatura corporea si è abbassata e stabilizzata)”.

“Durante il lungo periodo in cui è stata in carico al Pronto soccorso vi è stato – spiega l’Ausl –, da parte del personale, l’impegno per cercare di minimizzare i conseguenti, comprensibili disagi relativi all’accoglienza e alla sistemazione logistica, per i quali ci si scusa con la signora e i suoi famigliari. Impegno che sempre viene messo in atto e che comprende anche una valutazione sulla somministrazione dei pasti, laddove possibile in ordine alla specifica condizione clinica e tenendo comunque conto della situazione complessiva di un servizio vocato all’emergenza e all’alto numero di accessi”.

Infine l’azienda sanitaria sottolinea: “In generale è forte e costante - e sempre più lo sarà anche sulla scorta delle recenti indicazioni regionali – l’impegno aziendale per migliorare e rendere più veloci ed efficaci possibile i percorsi d’accesso alle cure. Allo stesso tempo continuerà una duplice opera mirata, da un lato ad implementare percorsi territoriali alternativi al pronto soccorso per i pazienti per i quali tale accesso è inappropriato, e dall’altro a potenziare gli organici di questo, così come di altri servizi ospedalieri. A tal fine è continua l’opera di selezione e reclutamento di medici, in particolare per l’emergenza e, sul fronte assistenziale, si stanno percorrendo le graduatorie per l’immissione in servizio (con i tempi consentiti dagli iter burocratici) di nuovi infermieri ed oss”.

La replica di Ancisi

Non si è fatta attendere l’ulteriore risposta del leader di LpR, che ha integrato l’interrogazione presentata al Sindaco nella giornata di lunedì scorso chiedendo “verità oltre le scuse”.

La prima parte della cartella clinica diffusa da Alvaro Ancisi
La prima parte della cartella clinica diffusa da Alvaro Ancisi

“I contenuti dell’interrogazione – spiega Ancisi –, sintetizzati nel titolo: ‘Disabile ultrasettantenne in barella per 30 ore senza muoversi e senza mangiare’, sono stati confermati dall’AUSL, la quale, riconoscendo ‘il lungo periodo in cui è stata in carico al Pronto Soccorso’, nonché i ‘comprensibili disagi relativi all’accoglienza e alla sistemazione logistica’, si è scusata ‘con la signora e i suoi familiari’, dichiarando anche ‘l’impegno per migliorare e rendere più veloci ed efficaci possibile i percorsi d’accesso alle cure’, anche col ‘potenziare gli organici di questo, così come di altri servizi ospedalieri’. La famiglia accetta le scuse e prende atto di tale impegno, essendo suo dichiarato obiettivo non la soluzione di un caso personale, quanto che ‘non succeda mai più a nessun altro’. Avendo la famiglia stessa elogiato da subito ‘l’attività dei professionisti, impegnati a fronteggiare l’emergenza continua con ritmi pressanti’, il figlio desidera ora ‘ringraziare medici, infermieri e OSS, che in questi giorni si stanno prendendo cura di mia madre con grande professionalità’, rivolgendo loro ‘profonda stima e rispetto per quello che quotidianamente fanno per tutti noi’”.

“Tuttavia – ribadisce il capogruppo di LpR –, per senso di giustizia e di verità, da cui un servizio pubblico non può mai transigere, tanto più quando si tratta della vita delle persone, la famiglia non può accettare, senza ulteriori spiegazioni, il resto della risposta, laddove si afferma che, durante il ‘percorso (di 30 ore) che ha portato al ricovero della paziente…tutti gli esami clinici richiesti dall’infettivologo sono stati effettuati’. Dalla foto di una prima parte della cartella clinica, che arriva alle 8:54 di sabato 8 giugno, si evince la prescrizione di una Tac all’anca, più volte sollecitata dal Pronto Soccorso stesso, che non è stata effettuata per ‘il sopraggiungere di numerose urgenze’ e che, secondo la paziente, non le è mai stata eseguita. Si può anche notare che sono stati ‘eseguiti due set di emoculture’ per imprecisato ‘problema tecnico’. Dopo il ricovero nel reparto malattie infettive, avvenuto sabato stesso alle 18,30 circa, è stato deciso, a seguito anche di una consulenza, di effettuare una risonanza magnetica, esame forse più indicato per rilevare il grado di infezione in una paziente in stato ancora febbrile, a volte anche di alto grado. Ieri, essendoci stato molto andirivieni al letto di degenza della paziente, alla quale ora è stato assegnato un materasso antidecubito, si è appreso che giovedì 20 giugno la risonanza magnetica finalmente si farà”.

Per questo Ancisi chiede i “dovuti necessari ulteriori chiarimenti”.

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