24 giugno 2019 - Ravenna, Cronaca

Il Palazzetto va, “reggerà” sul mercato?

Lavori al via, ma rimangono i dubbi sulla sostenibilità economica nel tempo

Prosegue il “cammino” del nuovo palazzetto dello sport di Ravenna. E’ notizia di qualche giorno fa come riportato dal Corriere Romagna, l’apertura delle buste per la realizzazione della struttura: una ditta napoletana si è aggiudicata i lavori, la stessa che sta realizzando i nuovi uffici comunali nell’area tra via Berlinguer e via Marconi. Le prime opere partiranno secondo i piani entro l’estate, mentre l’inaugurazione è prevista per il 2021, in tempo per la nuova edizione dell’Omc.

Mentre l’iter procede rimangono tuttavia i dubbi sulla sostenibilità economica della struttura, a partire dai costi ma soprattutto nel tempo. Certo, ci sono i due milioni di euro ottenuti dal Fondo “Sport e periferie” del Governo, a cui si aggiungono il milione dalla Regione e i 3 milioni dalla Camera di Commercio. In tutto quindi 6 milioni di euro: ma a fronte di un costo per la costruzione del palazzetto di 15 milioni e 500 mila euro. C’è poi chi si chiede se i 3 milioni della Camera di Commercio non potessero essere impiegati diversamente, in particolare a sostegno delle imprese, in un momento come questo, ancora difficile per l’economia.

Più in generale, come illustrato nei mesi scorsi in queste pagine, temi che riprendiamo, continua ad essere considerata stringente la necessità di uno studio sulla convenienza economico-sociale dell’opera e sulla sua sostenibilità finanziaria seppur ormai in ritardo. Cioè: la struttura, al di là dei costi, “reggerà” sul mercato? Grandi fiere, grandi eventi, è stato spiegato, sono i capisaldi su cui si gioca il suo futuro. Ma è possibile puntare quasi tutto su questo? Certo, l’Omc è un fiore all’occhiello ma la manifestazione si tiene ogni due anni, senza contare che alla luce delle nuove norme varate a livello nazionale il settore offshore è in una fase altalenante e delicata. Negli altri periodi si dovrebbero catalizzare eventi fieristici ( e culturali) di grido, in un territorio, vedi Rimini e Cesena, dove l’offerta fieristica certo non manca.

Altro tema è quello del main sponsor - legherebbe il suo nome alla struttura - che va trovato: si ipotizza una cifra di 100mila euro, ma sul mercato questa sponsorizzazione potrebbe valere meno, sui 50mila - 70mila euro all’anno. Insomma cifre che non possono essere ritenuta sufficienti.

Il dato finanziario è fondamentale anche per un altro motivo: se il palazzetto deve essere la “casa” delle società sportive ravennati, è fondamentale che i costi si mantengano bassi, per dare a tutti le stesse opportunità. Ma, appunto, questi costi “light” possono essere proposti solo da una struttura che non ha problemi economici.

Mobilità e altre questioni

Altro tema, non meno importante, è quello della viabilità. Serve un piano puntuale, legato al traffico e ai parcheggi. Dove verranno realizzati? Non pare percorribile l’utilizzo di aree di sosta già esistenti ma a servizio di altre realtà economiche, (è previsto anche l'allargamento del centro commerciale), che hanno altre necessità. Si rischia insomma la congestione della zona.

Rimane, da parte di molti, un quesito di fondo: era poi così necessario realizzare un’opera di questo tipo cioè, come è stata chiamata, una “Città delle Arti e dello Sport”? Le giuste necessità delle società sportive potevano, si ritiene, essere soddisfatte in altro modo. E i risparmi avrebbero potuto essere impiegati per una politica dello sport diffusa e sempre più inclusiva, che comprendesse vari ambiti.

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