27 giugno 2019 - Ravenna, Cronaca

Maltrattamenti Villa Cesarea. Oggi è giorno di interrogatori

Per il titolare 63enne e la seconda delle badanti incarcerata, la 46enne

Interrogatori di garanzia per il titolare e la seconda badante

Oggi è giorno di interrogatori di garanzia per il 63enne titolare della casa-famiglia per anziani Villa Cesarea e per la seconda delle badanti accusate di maltrattamenti, una 46enne romena.

Il percorso di indagini su quanto avvenisse fra le mura della “casa famiglia da incubo” sta facendo il suo corso ed ora si cerca di far chiarezza sulla posizione di ciascun indagato a proposito dell’accusa di maltrattamenti sugli anziani e, in particolare, su un 94enne che sarebbe stato vittima di angherie di diverso tipo: all’uomo, secondo la denuncia effettuata da una delle badanti, una donna polacca di nome Camilla, sarebbero stati negati diversi pasti servendogli il piatto vuoto rivolto verso il basso, gli sarebbero stati somministrati farmaci non prescritti dal medico, specialmente sedativi, fino a toccare il culmine il 16 maggio scorso quando, due delle badanti, sempre secondo la denuncia, lo avrebbero trascinato a forza in bagno e, dopo averlo spogliato, gli avrebbero fatto ingerire più volte le sue feci e gliele avrebbero spalmate sul volto.

Un gesto, quello denunciato dalla badante polacca, che lascia davvero poco alla civiltà.

Gli indagati

La principale fautrice dell’accaduto pare essere Elena, una 47enne romena badante della struttura che, dalla mattina di sabato 15 giugno, si trova nel carcere di Forlì per via del pericolo di reiterazione del reato, inquinamento delle prove e pericolo di fuga in quanto è stata trovata con le valigie pronte per tornare in Romania.

Il titolare e l’altra badante, invece, sono stati incarcerati, sempre per il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove, lunedì 24 giugno (lui a Ravenna e lei a Forlì) e oggi è il giorno di interrogatori di garanzia per entrambi davanti al Gip Janos Barlotti.

Per quanto riguarda Maioli, il titolare, deve rispondere di condotte omissive per tre motivazioni principali: pare che egli fosse a conoscenza di ciò che avveniva all’interno delle mura di Villa Cesarea, ma che non facesse nulla per opporsi a tali deplorevoli comportamenti. Inoltre l’uomo, venuto a conoscenza di quanto accaduto al 94enne, avrebbe convocato il personale per una “riunione” che sarebbe avvenuta nella sala da pranzo, come ha denunciato Camilla, durante la quale l’uomo avrebbe cercato di ottenere dalle badanti dei “chiarimenti” su quanto accaduto all’anziano, in modo da poter concordare una versione univoca che tutti avrebbero dovuto sostenere in caso di domande se fossero stati denunciati.

In più il 63enne ravennate deve rispondere anche dell’omissione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza per un certo periodo di tempo.

Quattro gli indagati, Camilla ancora senza lavoro

Per il momento le indagini hanno quindi condotto all’arresto di tre persone in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Janos Barlotti su richiesta del pm Cristina D’Aniello, ma gli indagati sono quattro: oltre alle due badanti romene e al titolare ci sarebbe una quarta badante che pare fosse presente in quel “maledetto giorno”.

Per quanto riguarda Camilla, la badante che con coraggio si è prima licenziata, e poi due giorni dopo è andata a denunciare gli incresciosi avvenimenti alla polizia locale, è ancora senza lavoro, nonostante le molte richieste da parte sua, nonostante i complimenti di tutti, nonostante l’appello lanciato da Alvaro Ancisi (capogruppo di Lista per Ravenna). Il nostro auspicio è che possa trovare il prima possibile una nuova occupazione.

Segui le tappe della vincenda: 

 

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