10 luglio 2019 - Ravenna, Cronaca, Politica

Approvato il Prit 2025: sì alla variante di Mezzano, alla tangenziale nord di Faenza e alla riqualificazione della Ravegnana

Diversi interventi al Porto, confermato come il principale e nodo logistico della regione

È stato approvato oggi, mercoledì 10 luglio, in Regione, il Piano dei trasporti integrato. Voti favorevoli del Partito democratico e astensione delle destre, contrari il Movimento 5 stelle e, sulla parte che riguarda le grandi opere stradali, anche Sinistra italiana e Silvia Prodi.

Nel Prit sono compresi, nel ravennate, oltre alla tangenziale nord di Faenza (nel ravennate), la variante alla statale 16 tra gli abitati di Camerlona, Mezzano e Glorie, e la riqualificazione del tratto della Ravegnana da Ravenna a Forlì.

Il porto di Ravenna

Confermato come il principale porto e nodo logistico della regione, lo scalo di Ravenna vedrà diversi interventi: la realizzazione del terminal container e delle nuove banchine nella penisola Trattaroli, l’abbassamento dei fondali e nuovi punti di rifornimento.

Le ferrovie

Tra gli interventi previsti c’è il potenziamento e l'ammodernamento della tratta Rimini-Ravenna, mentre per quanto riguarda i nodi di scambio, il Piano punta alla risoluzione delle interferenze tra traffico ferroviario e stradale nel nodo di Ravenna, con la realizzazione di sotto e sovrappassi stradali e altri interventi tecnologici e infrastrutturali per velocizzare la terminalizzazione dei treni, con riduzione dei costi di manovra.

Gli obiettivi

Tra gli obiettivi al 2025 fissati dal nuovo Prit, la riduzione del 50% dei tratti in congestione della rete stradale regionale e della mortalità sulle strade. Aumenti del 20% della mobilità ciclabile negli spostamenti urbani, dal 30 al 50% dei passeggeri dei servizi ferroviari. Ancora: +10% dei passeggeri del trasporto pubblico locale su gomma, +30% del trasporto di merci su ferrovia e un taglio del 10% della crescita del tasso di motorizzazione.

Infine, venendo ai veicoli ad alimentazione elettrica, vera scommessa dei prossimi anni, le previsioni sono di un + 20% di immatricolazioni delle auto, + 15% per le ibride, + 35% per gli autobus elettrici, + 25% per gli autoveicoli commerciali leggeri elettrici.

Inoltre, si prevede un +50% di sostituzioni dei veicoli commerciali leggeri al di sotto della categoria euro 1 con veicoli a basso impatto ambientale. In sostanza, si arriverebbe a una riduzione delle emissioni CO2 legate ai trasporti del 30% al 2025.  

Per quanto riguarda il miglioramento dei servizi ferroviari, l’obiettivo è di elevare gli standard di sicurezza, una sempre maggiore integrazione delle tariffe, il radicale rinnovo del materiale rotabile, una tempestiva informazione agli utenti e l’ammodernamento della rete esistente.

Sul trasporto pubblico locale, le azioni principali sono rivolte al rinnovo della flotta circolante, anche con l’inserimento di mezzi ad energie alternative, l’evoluzione del biglietto elettronico con pagamenti web o su telefonia, un forte ruolo del trasporto pubblico su gomma fuori dai centri urbani e dalle grandi direttrici in collegamento con il sistema ferroviario.

Le azioni per la mobilità sostenibile vanno infatti a sostegno di politiche per la diffusione dei veicoli elettrici, la regolamentazione degli accessi urbani e della sosta, lo sviluppo della rete delle ciclovie.

Per quanto riguarda la logistica e il trasporto merci, gli interventi mirano al potenziamento degli scali principali, a misure di disincentivo dei mezzi maggiormente inquinanti e alla promozione di una logistica “verde certificata” per un minor consumo energetico.

No, dunque, a una continua rincorsa a “muovere i veicoli”, ma piuttosto azioni diffuse per ridurre l’impatto ambientale, massimizzando l’efficienza, l’intelligenza e la rapidità degli spostamenti.

I commenti

Soddisfazione da parte del Partito Democratico. “Il Prit pone le basi per una nuova cultura della mobilità e pianifica il sistema dei trasporti da qui al 2025. Un documento importante e ambizioso con cui diamo una cornice, un senso e un’anima ad una serie di scelte che abbiamo fatto fin dall’inizio della legislatura, pianificando come immaginiamo la mobilità dei prossimi anni, tenendo insieme sostenibilità ambientale e competitività”, commenta la consigliera Manuela Rontini, Presidente della Commissione regionale Territorio, Ambiente e Mobilità.

“La SS 16 rappresenta per la Romagna quello che la via Emilia rappresenta per l’intera Regione – spiega Rontini, che aggiunge – prevendendo la realizzazione di tutte e 4 le varianti, ne auspichiamo la completa messa in sicurezza, dal momento che sappiamo che l’Adriatica taglia a metà alcuni abitati nelle frazioni del nostro territorio. Per noi e per il Prit, quindi, risultano ugualmente prioritarie il completamento delle varianti alla Strada statale 16 di Alfonsine (secondo lotto) fino al Ponte della Bastia e Argenta (primo lotto), e la realizzazione delle varianti in corrispondenza degli abitati di Glorie, Mezzano e Camerlona e di quello di Fosso Ghiaia. Infine – conclude Rontini – l’impegno per la riqualificazione della Ravegnana per consegnare alle città di Ravenna e Forlì un adeguato collegamento, sempre in accordo con i sindaci”.

“Siamo orgogliosi del risultato conseguito durante la discussione del Prit – commentano i consiglieri regionale della Lega Andrea Liverani e Massimiliano Pompignoli –. Il nostro emendamento non vuole fare altro che mettere nero su bianco l’urgenza di valutare il potenziamento della linea ferroviaria Castel Bolognese – Ravenna non soltanto con il semplice utilizzo del doppio binario ma con il raddoppio vero e proprio dell’intera tratta. L’obiettivo è semplice: velocizzare la capacità di traffico delle merci provenienti da e per il porto di Ravenna e snellire il traffico passeggeri”.

“Il Prit 2025 – aggiungono – rappresenta una grande occasione per lo sviluppo del sistema integrato dei trasporti regionali. Con questo emendamento abbiamo voluto mettere in rilievo la necessità di investire con coraggio sulla tratta Castel Bolognese – Ravenna, anche in ragione dell’auspicato aumento nei prossimi anni del traffico merci connesso al Porto di Ravenna. L’accoglimento del testo da parte della maggioranza ci fa ben sperare e ci mette nella condizione di tradurre, con i fatti, la volontà dei territori”.

Tag: prit 2025

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