12 luglio 2019 - Ravenna, Società

Inizio di una nuova epoca per la Polizia di Stato: si rinnovano i distintivi di qualifica

Spariscono baffi rossi, binari dorati e stellette per fare spazio ad aquile dorate, plinti araldici, rombi dorati e formelle

Da oggi, venerdì 12 luglio 2019, le donne e gli uomini della Polizia di Stato utilizzeranno i nuovi distintivi di qualifica, frutto del processo di revisione dei ruoli delle Forze di Polizia del D.Lgs. 95 del 2017; spariscono baffi rossi, binari dorati e stellette per fare spazio ad aquile dorate, plinti araldici, rombi dorati e formelle.

La foggia dei nuovi distintivi di qualifica è il frutto del lavoro realizzato in maniera condivisa e paritaria da una Commissione costituita da appartenenti all’Amministrazione della P.S., dalle rappresentanze sindacali e da un esperto di araldica.

Il rinnovamento, che segna l’inizio di una nuova epoca, va completare lo straordinario percorso avviato dal legislatore il 1° aprile 1981 che con la legge n.121 ha rifondato la Polizia di Stato rendendola unica forza di Polizia a competenza generale, ad ordinamento civile che esprime l’Autorità di Pubblica Sicurezza, che costituisce il perno centrale del nostro sistema di sicurezza.

I nuovi distintivi

I nuovi distintivi di qualifica sono uguali per tutti i ruoli della Polizia di Stato; a differenziare le funzioni tecnico-scientifiche, tecniche e le attività professionali è il colore delle diverse mostreggiature che rappresentano appieno le novità introdotte dalla revisione dei ruoli: elevazione del titolo di studio per l’accesso alla qualifica iniziale del ruolo di base; introduzione di una carriera aperta dalla base e istituzione di nuove figure apicali con accresciute responsabilità (assistenti capo, sovrintendenti capo e sostituti commissari coordinatori) e caratterizzazione dei ruoli degli ispettori e delle carriere dei funzionari a sviluppo, rispettivamente, direttivo e dirigenziale.

Ad eccezione del ruolo degli Agenti-Assistenti, i nuovi distintivi di qualifica abbandonano la classica disposizione in linea verticale e adottano un orientamento orizzontale per due elementi, piramidale per tre elementi e a rombo per quattro elementi.

La novità maggiormente rappresentativa è l’introduzione dell’aquila dorata -simbolo della lotta e della vittoria sul male- che accomuna tutte le qualifiche della Polizia di Stato; il suo inserimento nell’architettura delle mostreggiature ne vuole amplificare la forza etica, abbracciando idealmente gli elementi costitutivi delle diverse posizioni gerarchiche.

I simboli delle qualifiche

Ciascuna qualifica è caratterizzata da un elemento peculiare che ne connota l’essenza:

  • il plinto araldico, costituito da una barretta orizzontale di colore rosso, è l’elemento che individua gli Agenti e gli Assistenti; struttura portante delle fondazioni di un edificio, il plinto identifica il personale maggiormente presente sul territorio, sostegno dell’intera struttura della Polizia e fondamentale prima presenza per il cittadino:
  • il rombo dorato è l’elemento che individua i Sovrintendenti; il suo profilo fusiforme della figura richiama la punta di una lancia, simbolo di un dinamismo operativo temperato dall’esperienza;
  • il pentagono dorato è l’elemento che individua gli ispettori. Fu il primo distintivo di qualifica introdotto a seguito della riforma della Polizia di Stato del 1981 e continuerà, anche in futuro, a rappresentare il ruolo a “sviluppo direttivo” che immette nella carriera dei funzionari;
  • la formella dorata, ornata da una raggiera movente dal centro, è uno degli elementi che identificano la carriera dei funzionari a sviluppo dirigenziale e che prende il posto delle stellette. L’adozione del quadrilobo ideato dall’artista gotico-rinascimentale Lorenzo Ghiberti, va letto come la tutela del nostro Paese quale forziere di inestimabile patrimonio di civiltà.

Da Commissario Capo e fino alla qualifica di Primo Dirigente, la mostreggiatura è stata realizzata inserendo l’aquila dorata in un serto recante il motto della Polizia “SUB LEGE LIBERTAS”; sopra di essa le formelle -da una a quattro- definiscono la qualifica.

Il Dirigente Superiore e il Dirigente Generale (Questori) pongono invece l’aquila d’oro, sormontata da una grande corona turrita, su due galloni orizzontali dorati sovrapposti, uniti al centro in decusse; fra i due galloni il moto “SUB LEGE LIBERTAS” e sopra all’aquila le formelle, da una a due, definiscono la qualifica.

Nei nuovi distintivi di qualifica è stato introdotto l’elemento fortemente innovativo per la Polizia di Stato, legato alla figura del Coordinatore, qualifica apicale del ruolo degli Assistenti, dei Sovrintendenti e degli Ispettori. Posto al vertice della qualifica di appartenenza, il Coordinatore rappresenta un collegamento ideale con la qualifica superiore, di cui riprende il simbolo quasi ad anticiparne l’effettivo conseguimento.

Il Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, ieri mattina, 11 luglio, nella 167ma ricorrenza dell’istituzione del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza da parte del re Vittorio Emanuele II, ha presentato ed illustrato al Presidente della Repubblica ed alle maggiori cariche istituzionali i nuovi distintivi di qualifica della Polizia di Stato.

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