Il gala internazionale di danza “Les étoiles” chiude il 30esimo Ravenna Festival al Pala De Andrè

Brillano e molto le stelle con le quali Ravenna Festival chiude la propria XXX edizione: sono i migliori danzatori della scena contemporanea, su un solo palcoscenico, per la gioia dei ballettofili di vedere dal vivo tanti dei loro beniamini. Marchio di fabbrica del gala Les étoiles, a Ravenna martedì 16 luglio alle 21.30 al Pala De André, è infatti l'eccellenza degli ospiti scelti e un programma che accosta gli imperdibili passi a due del grande repertorio classico a brani contemporanei, spesso inediti sulle scene italiane. Virtuosismi e, insieme, occasioni di sfoggiare la sensibilità degli interpreti. “Sono come tante tessere di squisita fattura che, tutte insieme, formano un magnifico mosaico in movimento” dice Daniele Cipriani, curatore del gala che accosta ospiti provenienti dai più prestigiosi teatri di tutto il mondo, dal Bolshoi di Mosca all'Opéra di Parigi.

Nel gala figurano immancabilmente perle di repertorio come il doppio duetto di Jacopo Tissi, primo italiano a entrare con tutti gli onori al Bolshoi di Mosca, accanto alla 23enne Alena Kovaleva, definita “creatura magica” di “splendore incantevole” dal critico americano Robert Gottlieb. La giovane coppia aprirà la serata con il luccicante neoclassicismo di Balanchine in Diamonds, alternandosi poi nel Grand Pas Classique di Gsovsky. Entrambi étoiles all'Opéra di Parigi, Hugo Marchand e Dorothée Gilbert si misurano con il passo a due da Esmeralda di Petipa e Perrot, basato sul romanzo Notre Dame de Paris di Victor Hugo, ma con un lieto fine molto politicamente corretto... Sempre Marchand e Gilbert si alternano nel contemporaneo con una coreografia di Benjamin Millepied, Amoveo, fluida composizione minimalista su musica di Philip Glass.

Un (magnetico) caso a parte è Sergio Bernal, primo ballerino del Balletto Nazionale di Spagna, che combina nelle proprie interpretazioni la plasticità ed eleganza del classico al calore fondente del baile flamenco. Quest'ultima eredità è marcatamente presente nel suo primo assolo: Zapateado de Sarasate coreografato da Antonio Ruiz Soler. Stupefacente è invece il suo secondo assolo, Il Cigno, dove la coreografia di Ricardo Cue rivisita in chiave maschile un ruolo tradizionalmente legato alle ballerine. L'abbagliante corpo statuario di Bernal, da cui non potrete staccare lo sguardo mentre fluttua con movenze di cigno selvatico, è libero di fremere nell'aria, in una - come l’ha definita Bernal stesso - “coreografia in cui rompo le barriere”.

Gala senza cigni non potrebbe esistere e puntualmente, dopo quello trasgressivo di Bernal, compare quello tradizionale ma altrettanto maliardo di Anna Tsygankova, interprete di Odile - il lato oscuro del cigno Odette - e i suoi trentadue fouettées che incantano il principe Siegfried calzato da Constantine Allen, danzatore di origine hawaiane che ha saputo intercettare con grande morbidezza ed eleganza l'estetica della danza occidentale. Dal classico al contemporaneo, sia pure molto aderente alla plasticità e alle linee allungate per mano del coreografo Christopher Wheeldon, la coppia si esibirà anche in Duet. Dalla Corea del Sud arriva il talento di Gyu Choi, impegnato nei virtuosismi da Le fiamme di Parigi accanto a Rebecca Storani, giovane italiana dalle linee belle e altere, stella emergente del Balletto Nazionale Olandese (da cui provengono anche Choi e Tsygankova). I due saranno protagonisti anche del passo a due da Diana e Atteone, affresco che attinge alla mitologia, un mix di salti atletici (Atteone) e grazia di dea (Diana) curati dalla sapienza classica della Vaganova.

Chiusura sfavillante infine con il passo a due dal terzo atto del Don Chisciotte di Petipa. È il momento culminante del balletto ispirato al romanzo di Cervantes, che però sposta perifericamente il protagonista del racconto - Don Chisciotte, appunto – a personaggio lunare e sognatore, mentre in primo piano è Kitri, la bella figlia di un oste che vorrebbe darla a un giovane goffo ma danaroso, mentre lei ha messo gli occhi, ricambiata, sul prestante barbiere Basilio. Il passo a due finale, che celebra il trionfo del loro amore e insieme della loro sfacciata e gagliarda gioventù, è affidato qui alla salda tecnica di Tatiana Melnik e al prodigioso talento del kazako Bakhtiyar Adamzhan, che tornano a stupire la platea dopo un altrettanto virtuosistico estratto da Le Corsaire. Serata, insomma, di luccicanze da seguire a occhi incantati.

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