16 luglio 2019 - Ravenna, Cronaca

Matteo Cagnoni. Lettera a un carcerato con la foto del presunto amante di Giulia Ballestri

Nella busta anche dei soldi

Lettera a un detenuto albanese

Ancora una volta il nome di Matteo Cagnoni, condannato in primo grado all'ergastolo per il femminicidio della moglie Giulia Ballestri, compare sulle pagine di cronaca locale.

Il Resto del Carlino parla infatti di una lettera (scritta da Cagnoni ma inviata da "terzi") indirizzata a un detenuto albanese col quale Cagnoni ha condiviso la cella tempo fa.

Alla lettera sarebbe stata allegata una foto dell’uomo che il dermatologo toscano accusa di avergli “rubato” la moglie.

La busta è stata intercettata dalla Procura di Ravenna e, quindi, non è mai arrivata all’altro carcerato, il quale sta scontando una pena definitiva a cinque anni per avere ucciso per errore un amico sparandogli con una pistola che pensava fosse scarica.

Molti i misteri su questa lettera

Un fatto avvolto da molti dubbi sui quali si sta cercando di fare chiarezza:

  • La busta è stata affrancata a Firenze, ma il mittente della lettera è inesistente, ovvero si tratta di un nome fittizio, quindi non è noto chi ha inviato la lettera. 
  • Nella lettera sono stati trovati anche dei soldi, 500 euro, secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino. Tale somma, però, non potendo essere inserita dal detenuto in quanto gli è proibito maneggiare denaro, deve essere stata aggiunta a Firenze, ma non si sa da chi.
  • Cagnoni nella lettera definisce quella somma di denaro come una sorta di regalo. Il detenuto albanese la identifica come una ricompensa per alcuni favori, non precisati.

Su tale fatto Cagnoni non è indagato e la Procura ha aperto un fascicolo per abuso d’ufficio, al momento contro ignoti.

Minacce camuffate?

Come riporta Il Resto del Carlino, il pm Angela Scorza vuole capire se dietro a quei contenuti si possano scorgere minacce camuffate o azioni preordinate. E come quel pacco possa essere uscito dal carcere di Ravenna, dove Cagnoni è detenuto in attesa del processo d’appello fissato a Bologna a fine settembre. 

Le tappe della vicenda

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