3 agosto 2019 - Ravenna, Cronaca, Cultura

Le reliquie di Dante Alighieri lasceranno Ravenna?

Nel 2021 le ossa del Sommo Poeta potrebbero essere riportate a Firenze

Quale sarà il futuro delle ossa di Dante?

Dopo quasi settecento anni dalla sua morte, a Dante Alighieri ancora non viene concessa pace.

Una notizia che sta scuotendo gli animi di migliaia e migliaia di persone non solo a livello locale ma su tutto il territorio nazionale: le reliquie del Sommo Poeta potrebbero tornare a Firenze.

Le celebrazioni dantesche per moltissimi cittadini, studiosi, storici e uomini di cultura, potrebbero quindi prendere una nota acutamente negativa.

Dante Alighieri

Se Firenze e Ravenna troveranno un’intesa, come riportato da La Nazione, potrebbe essere il 2021 l’anno del ritorno dei resti umani di Dante a Firenze in piazza Santa Croce davanti alla basilica dell’urne dei forti, dinanzi alla statua di marmo che lo raffigura.

Ora la cittadinanza tutta si sta ponendo un unico grande interrogativo: quale sarà la mossa di Ravenna? Se le lascerà portare via o le dinfenderà?

Una dura opposizione

Data la notizia spiccano le voci di protesta che si oppongono a tale proposta con tutta la loro forza; un’opposizione che da secoli s’impone per lasciare le reliquie nella Tomba di Dante, vicino alla Basilica di San Francesco a Ravenna.Proprio due mesi fa, Franco Albertini, Primo Tribuno del tribunato di Romagna, espose la sua rigida disapprovazione per la proposta che avanzò Cristina Mazzavillani Muti di portare le spoglie di Dante Alighieri in pellegrinaggio a Firenze.

Con le seguenti parole Albertini chiarì le motivazioni per cui a suo parere è più che necessario e doveroso che le ossa del Sommo Poeta restino nella città di Ravenna.

“Leggo con apprensione della proposta di riportare le ossa di Dante a Firenze – esordì Albertini -. Mi pare davvero una follia, non solo poterlo fare, ma pensarlo. Intanto perché Dante è stato cacciato da Firenze nel modo peggiore possibile. Il suo esilio infatti è diventato metafora per tutte le lotte di civiltà della modernità e oltre. E poi perché se Ravenna esiste nella cultura dantesca lo deve anche e soprattutto alla sua capacità di accogliere. L’accoglienza in Romagna è sacra. Per questo Dante è stato accolto in vita e poi anche in morte. Per questo le sue spoglie sono a Ravenna e non a Firenze e per questo qui devono rimanere. Abbiamo parlato a lungo di Dante e delle imminenti celebrazioni nel cuore del Tribunato di Romagna e  siamo preoccupati, perché non siamo stati interpellati da nessuno, né dal sindaco, né dalla commissione preposta (indicata da chi?) a dare un nostro contributo di idee sul tema. Eppure nel Tribunato siedono le menti migliori di questa Romagna, gli uomini e le donne che con il loro lavoro hanno illuminato la Romagna. Quindi, chissà, magari, un contributo di idee possiamo persino darlo. Abbiamo già dedicato numerose Tornate a Dante  continueremo a farlo, convinti, che sulla cultura dell’accoglienza, sulla cultura della Romagna qualcosa come Tribuni di Romagna possiamo dirlo. E lasciamo Dante là dove sta – conclude il Primo Tribuno del tribunato di Romagna -, in pace, finalmente, in terra accogliente, fra genti accoglienti”.

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