13 agosto 2019 - Ravenna, Politica

“Ravenna Informa, almeno 824.685 euro sprecati”

L’attacco di Alvaro Ancisi (LpR) contro il giornale mensile del Comune

Il terzo numero del giornale mensile “Ravenna Informa” è stato appena distribuito su tutto il territorio comunale e Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, torna alla carica accusando l’amministrazione di sprecare le risorse. “Le 76mila copie del giornale sono arrivate in tutte le case – spiega il leader di LpR in una nota –, salvo che non si siano perse, veramente tante, per strada (diciamo così). Per contratto con la ditta privata appaltatrice, il Comune dovrà pubblicare un minimo di 20 numeri con 20 pagine, così da arrivare alle elezioni del nuovo sindaco a giugno 2021. Dovevano essere saltati i mesi di agosto, ma, essendo proibito fare propaganda politica durante le campagne elettorali, agosto è stato utilizzato per recuperare il mese perduto con le elezioni europee e lo sarà nel 2020 per le elezioni prossime”.

“Tutti i gruppi politici di opposizione – sottolinea Ancisi – hanno rinunciato a scrivere articoli sulla pagina che il sindaco ha loro concesso (non richiesta), limitandosi a dire, ad una sola voce, che sono ‘totalmente contrari allo sperpero di denaro dei ravennati’, esponendone le ragioni, ogni numero diverse, con due o tre semplici battute. In questo numero, hanno scritto di ‘almeno 824.685 euro sprecati’. Tanta gente si è chiesta se è vero che si arrivi a tanto. Rifacciamo dunque accuratamente il conto economico di Ravenna Informa”.

I dati

“La ditta privata che ha in appalto la grafica, la stampa e la distribuzione del periodico, costa per contratto 158.282 euro”, spiega il capogruppo di LpR. “Nonostante l’editore del giornale sia il Comune nella persona del sindaco, suo legittimo rappresentante, gli introiti della pubblicità, che coprono il 45% dello spazio, equivalente a 9 pagine, sono incassati dalla ditta stessa. Abbiamo documentazione per cui una mezza pagina ha il prezzo di 750 euro. Per 9 pagine sono 13.500 euro al numero (anche se i prezzi possono variare in più o in meno, ma non di tanto, a seconda della posizione e dei formati prescelti). Per 20 numeri, 270 mila euro”.

“Tocca però, per contratto – prosegue Ancisi –, al personale del Comune produrre gli articoli, i titoli, i menabò e i timoni della stampa, correggere le bozze, scegliere le immagini, le fotografie e la grafica da utilizzare. Se ne occupano gli uffici Stampa e Comunicazione (http://www.comune.ra.it/Rubrica), composti da quattro giornaliste, di cui due con funzioni direttive, e da due impiegati di concetto. Nel 2018 questi uffici sono costati al Comune 384.685 euro. Se ne occupa ovviamente anche la portavoce del sindaco, che nel 2018 è costata 59.108 euro. Prendendo come base annuale il totale delle due voci, raddoppiandolo perché due sono gli anni di lavoro, ma riportandolo a metà considerando che le sette persone impegnate in questi ruoli lavorino per il giornale, loro massimo impegno produttivo, la metà del proprio tempo d’ufficio, si ottiene come risultato 444.685 euro di costi totali”.

“La somma dei tre grandi numeri di cui sopra – conclude il leader di LpR – è 872.967 euro, perfino superiore, avendo voluto aggiornare e documentare alla lettera ogni singolo dato, a quello di cui sopra, esposto dalle opposizioni sull’ultimo numero del giornale. Se poi il Comune, come è sua facoltà contrattuale, vuole stampare un numero maggiore di numeri o più pagine di ciascuno o inserire in qualche numero un fascicolo, i costi possono solo aumentare, si spera non fino a un milione”.

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