10 settembre 2019 - Ravenna, Economia & Lavoro, Politica

ROCA replica alle dichiarazioni del Premier Conte: “Sempre più preoccupati per il settore energetico ravennate”

“Avevamo espresso le nostre preoccupazioni pochi giorni fa – sottolinea in una nota il presidente del Roca (Ravenna Offshore contractor association), Franco Nanni –. Ora le parole del premier Conte sulla volontà di fermare le nuove concessioni estrattive ci confermano che le nostre aziende saranno sempre più in difficoltà”.

“Ora, purtroppo – prosegue Nanni –, le aziende ROCA operano quasi esclusivamente all’estero e ciò significa che lentamente perdono personale e tutto il valore tecnologico italiano, in quanto le commesse estere richiedono sempre di più maestranze locali. Il settore negli anni 90 occupava solo a Ravenna oltre 10.000 persone. Attualmente le aziende ROCA hanno meno di 3.000 occupati che, come detto, operano quasi esclusivamente per commesse estere”.

“Negli ultimi anni 5 aziende hanno chiuso – sottolinea il Roca per voce del suo presidente – o sono entrate in procedura concorsuale liquidatoria. È stata una lenta e inesorabile crisi che colpisce la città di Ravenna. Anche il distretto ENI di Ravenna sarà a rischio chiusura, se le centrali non avranno gas”.

“Speriamo che ci siano i margini per sederci attorno a un tavolo – auspica infine Nanni – per parlare del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (pitesai). Il tema della transizione energetica va affrontato con razionalità e scientificità, come fanno Paesi più avanzati dell’Italia in questo settore.  Senza il gas come energia di transizione, alle rinnovabili non ci si arriverà mai”.

Tag: rocaconte

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