20 agosto 2010 - Ravenna, Politica

"Una spiaggia nel parco del Delta?"

L'assessore Fusignani sulla Bassona: "I problemi ci sono ancora. Aree protette in realtà abbandonate"

Per l'assessore provinciale Fusignani "Nonostante l’iniziativa della Prefettura e l'impegno del Corpo Forestale dello Stato e di altri organismi di vigilanza sia in termini di informazione e prevenzione sia, ove necessario, di repressione, tutti condivisi da Provincia e Comune di Ravenna - i problemi sono purtroppo ancora presenti".

"Alle questioni connesse alla conservazione dell’ecosistema litoraneo si sono aggiunte problematiche legate alla frequentazione e alla balneazione della spiaggia. In particolare, è sempre più necessario adottare opportune tutele per compartimentare la spiaggia destinata ai naturisti, qualora si volesse mantenere questa destinazione per una parte del litorale".

"L’area è tutelata in parte come Riserva dello Stato (le dune e parte della spiaggia) ed in parte come zona B del Parco del Delta del Po (la parte bassa della spiaggia, prossima alla battigia). Questi forti vincoli che comprendono, per la Riserva dello Stato, anche il divieto assoluto di accesso, sono connessi all’impossibilità di vigilare e far rispettare il divieto e sono la causa dell’attuale stato di degrado, conseguente anche alla totale assenza di fruizione in aree apparentemente protette, ma in realtà abbandonate".

"Il Piano Territoriale della stazione “Pineta di Classe e Salina di Cervia”, adottato dalla Provincia e in attesa di approvazione da parte della Regione, prevede di risolvere la situazione di degrado permettendo, ma regolamentando, la fruizione –anche balneare- della spiaggia. Per garantire un controllo attivo e servizi in grado di giustificare la regolamentazione, è necessario un presidio. A tal fine, l’elaborato progettuale del Piano Territoriale ipotizza l’avvio di una gestione del sito, nei termini che seguono, già in buona parte stabiliti dal Piano Territoriale stesso".

"Fermo restando il divieto di accesso alle dune, la parte restante della spiaggia fino alla battigia viene suddivisa in tre sezioni: la prima per 750 metri a partire dai due centri balneari di Lido di Dante e Lido di Classe viene mantenuta a libero accesso e balneabile tutto l’anno; la seconda, per i due tratti centrali di 1.500 metri ciascuno, viene aperta alla balneazione soltanto a partire dal 15 luglio (al termine della stagione riproduttiva dell’avifauna rara e protetta che qui potrebbe insediarsi); infine, i 1.500 centrali attorno alla foce del Bevano, vengono tutelati come riserva integrale (a conferma di quanto stabilito dal decreto istitutivo della Riserva dello Stato)".

"Un sistema analogo è, ad esempio, applicato nelle spiagge del delta dell’Ebro, in Catalogna, dove questa strategia ha permesso l’insediamento delle più importanti colonie mondiali o mediterranee di alcune specie di uccelli marini. Viene attuata mediante ridefinizione annuale delle aree balneabili, in alcune aree successiva all’insediamento delle colonie e una costante vigilanza presso i punti di accesso. Anche nella spiaggia di foce Bevano vi sono grandi potenzialità in tal senso, poiché molte specie rare di uccelli marini sono localmente estinte negli anni ’60 del secolo scorso, proprio a causa del disturbo antropico".

"Per risparmiare sui costi di gestione (in Spagna nel delta dell’Ebro l’operazione costa circa 30mila euro all’anno), tutti i 6 chilometri di spiaggia potrebbero, poi, essere affidati ad un soggetto che si occupi di gestire gli accessi balneari e quelli delle visite naturalistiche, in particolare nella parte centrale di foce Bevano. Tutto questo, sarebbe possibile grazie all’introduzione di un biglietto di ingresso, come già accade in tante spiagge naturali d’Italia e del mondo".

"In pratica, mutuando il sistema in uso in molti Parchi Nazionali delle coste caraibiche e anche, ad esempio, nel Parco della Maremma e nelle Riserve Naturali costiere della Regione Sicilia, l’accesso alle spiagge naturali è soggetto al pagamento di un simbolico biglietto di ingresso, minimo o nullo per i residenti, ma più significativo per i non residenti. Questo permette a chi controlla gli accessi di avere un ritorno economico per pagare il personale e di garantire anche qualche servizio ai turisti. Nell’ipotesi migliore, prevedendo anche l’affitto di piccoli ombrelloni e sdrai da fornire all’ingresso e rimuovere al termine della giornata, la spiaggia potrebbe assumere caratteristiche estetiche e paesaggistiche di rilievo".

"Questi assetti qualificherebbero la spiaggia del Bevano come “la spiaggia del Parco del Delta”, almeno per il ravennate, per dare l’idea di come potrebbero essere le spiagge più naturali del nostro litorale, coniugando efficacemente conservazione e fruizione."
 

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