11 ottobre 2019 - Ravenna, Economia & Lavoro, Politica

Ancisi scrive a Confcommercio: “Dieci grandi insediamenti commerciali in arrivo, piccoli negozi sempre più falcidiati”

Lancia un appello direttamente al neo rieletto Presidente di Confcommercio Ravenna, Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna in Consiglio Comunale:

“Caro Mauro Mambelli, mentre mi congratulo vivamente per la tua rielezione a presidente di Confcommercio Ravenna, raccolgo dalle cronache della vostra assemblea il tuo ‘basta aperture incontrollate’, cioè ai progetti di illimitata espansione della grande distribuzione commerciale nel territorio ravennate. Il 16 luglio scorso, dopoché il giorno prima Lista per Ravenna aveva lanciato un allarme (l’ennesimo) sul via libera ad una grande struttura CONAD da 5 mila metri quadrati nella grande lottizzazione tra via Antica Milizia e via Stradone, tu dichiarasti: ‘Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. Siamo di fronte a un numero esagerato di strutture di grandi dimensioni. La situazione è drammatica e nonostante la crisi di questo modello si continua a costruire centri di grandi dimensioni…Ci stiamo ammazzando da soli. Gli effetti negativi non si vedono più soltanto sulle realtà più piccole; ormai siamo alla guerra tra ipermercati. In questo scenario la piccola e la media distribuzione rimangono strangolate. Il piccolo commercio sta vivendo una crisi pazzesca e interessa tutti i settori, compresi la ristorazione e i pubblici esercizi’.

Non so se dal Comune vi abbiano informato di niente. Sta di fatto che martedì 15 ottobre arriverà in consiglio comunale, come ultimo passaggio, l’approvazione di un nuovo ‘insediamento commerciale di rilevanza provinciale’ a Fornace Zarattini, lato Ravenna, sul terreno vuoto di 52 mila metri quadrati di fronte al MIR, definito allo scopo come ‘Ambito commerciale/produttivo 1’. Vi si potrà commerciare di ogniché al mondo, con qualsiasi modalità, escluso solo l’alimentare (ma chissà in futuro), per un totale di 8 mila metri quadrati di vendita, rappresentati da una base di 5 mila per strutture medio-piccole (C3) e medio-grandi (C4), su cui ne saranno innestati altri 3 mila, che ne faranno una ‘grande struttura di vendita’ di dimensione provinciale (C7). La svendita di tanto territorio vergine sarà ‘monetizzata’ da chi ne beneficia con un piatto di lenticchie: alcuni lavori sulle strade di Fornace Zarattini e la manutenzione straordinaria del ponte ciclopedonale sul fiume Savio. Come se i cittadini non pagassero le tasse ai propri enti locali perché provvedano a risolvere i loro problemi di viabilità.

Non stiamo parlando della programmazione urbanistica del secolo scorso, ma del 2° Piano Operativo Comunale (POC) 2017-2022, quindi dei grandi investimenti edilizi d’interesse privato non realizzati, ma nemmeno progettati, nel corso del 1° POC 2010-2015. Regione Emilia-Romagna e Comune di Ravenna, in simbiosi, anziché stabilirne la decadenza alla scadenza del piano, hanno concesso ai loro proponenti altri sette anni per portare a buon esito i rispettivi affari. Cosicché abbiamo ora in fase di decollo tre nuove colossali aree commerciali: le suddette di Fornace Zarattini e di via Antica-Milizia, nonché l’enorme parco commerciale Teodora in zona De André, da 10 mila metri quadrati. A queste però si aggiungono, rimessi in corsa dal 2° POC, i seguenti altri grandi insediamenti commerciali:

  • altri tre a Fornace Zarattini, sulla stessa via Faentina, rispettivamente da 13 mila/18 mila metri quadrati (di livello provinciale), da 5 mila e da 3 mila;
  • uno a Ravenna tra via Romea-viale Mattei-via dell’Agraria, per quantità e tipologie commerciali da specificare;
  • uno sulla via Romea, di fronte alle Bassette, da 25 mila/30 mila metri quadrati (di livello provinciale);
  • uno a Savio da 5 mila;
  • uno a Lido Adriano da 2.500 metri quadrati.

Riassumendo: tra quelli in cantiere e quelli in corsa si prospettano, in aggiunta a quelli esistenti, dieci investimenti in grandi od enormi insediamenti commerciali, per un totale che potrebbe anche superare gli 80/90 mila metri quadrati di spazi di vendita.

Se anche per ciascuno le analisi di mercato favorevoli, che sicuramente verranno acquisite, trovassero conferma nel volume reale degli affari, va da sé che, rimanendo sostanzialmente stazionari la massa dei consumatori e il livello dei consumi, altre grandi strutture dovranno uscire dal mercato, se non fallire, con relativi licenziamenti di personale, e che i negozi e le medie strutture ne saranno ulteriormente falcidiati. C’è poi, non meno grave, l’impatto ambientale di centinaia di migliaia di metri quadrati agricoli o comunque non edificati che saranno spietatamente cementificati.

Lista per Ravenna ha sempre combattuto e denunciato pubblicamente tutti i piani urbanistici orientati verso questa deriva, che oggi, manifestandosi drammaticamente a tutti, non rappresenta più una questione politica o di parte, ma una emergenza vera e propria dell’intera comunità ravennate.

Caro presidente, è finita l’ora dei grilli parlanti. Ora è necessario che si sollevi tutta la città. La tua associazione ha mezzi e strumenti per promuovere il cambio di passo. Per il poco che siamo, noi ci mettiamo a disposizione.

Un saluto cordiale”.

Alvaro Ancisi

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