16 ottobre 2019 - Ravenna, Politica, Società

Question time della Lega contro gli incontri dell’Arcigay nelle scuole, l’associazione risponde: “Mozione imbarazzante”

Botta e risposta tra la consigliera del carroccio Rosanna Biondi e il Presidente Ciro Di Maio

Si infiamma la polemica sui laboratori inseriti nel Pof del Comune di Ravenna. In un question time presentato ieri, martedì 15 ottobre, la consigliera della Lega, Rosanna Biondi, definisce infatti “grottesco” quello organizzato dall’Arcigay, “un movimento politico che – scrive nella mozione – ha l'obiettivo del riconoscimento dei diritti gay, trans, lesbiche e intersex, attraverso la decostruzione dei ruoli di genere e dell'identità sessuale nella società e nella famiglia”.

Le richieste al Sindaco

La Lega chiede quindi al Sindaco Michele De Pascale di intervenire per “abolire con urgenza gli incontri con Arcigay, di  verificare le competenze di chi gestisce gli inserimenti di alunni stranieri nelle classi, procedendo all'inserimento in classe dopo una seria verifica del livello di scolarizzazione, per non danneggiare la classe e il nuovo alunno e di impiegare le ore dedicate ai cosiddetti ‘laboratori’ per ore di lezione di recupero delle materie scolastiche curricolari, soprattutto per colmare l'analfabetismo informatico, vera piaga dell'Italia anche ai più alti livelli dell'amministrazione dello Stato”.

La risposta di Arcigay

Non si è fatta attendere la risposta dell’associazione, che, per voce del suo Presidente, Ciro Di Maio, definisce “imbarazzante” la mozione della Lega. In una nota Arcigay ringrazia “per i messaggi di solidarietà che stanno arrivando da più fronti per la richiesta depositata ieri in Consiglio Comunale dalla consigliera Biondi”.

“Si chiede al Sindaco di Ravenna – spiega Di Maio – di venir meno a principi di solidarietà ed inclusione, tra l'altro usando toni che indignano le nostre sensibilità, perchè definire ‘grottesco’ il lavoro portato avanti da un'associazione come Arcigay vuol dire negare il ruolo storico e sociale che questa ha rivestito negli ultimi 35 anni. Troviamo veramente surreale e assurdo pensare che il Comune possa decidere di escludere progettualità sull'inclusione e sull'accettazione del prossimo. Siamo fiduciosi che questo non accadrà”.

Infine Arcigay ricorda “il fatto che l'Italia è stata condannata pesantemente da Strasburgo per il mancato riconoscimento dei diritti delle persone LGBTI+”. “È oltraggioso pensare – conclude la nota – che dopo la legge sulle unioni civili, dopo la legge regionale di contrasto all'omofobia, possa essere ‘urgente’ abolire eventuali laboratori o anche solo definirli grotteschi perchè è Arcigay a tenerli”.

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