16 ottobre 2019 - Ravenna, Cronaca

Enpa denuncia: “Situazione ambientale ravennate indecente, alla Valle della Canna strage annunciata”

La Sezione Provinciale di Ravenna dell’Ente Nazionale Protezione Animali ricorda gli appelli passati inascoltati sull’area valliva

Mentre si legge di 150 anatre salvate dall’infezione da Botulino che sta colpendo la Valle della Canna, la Sezione Provinciale di Ravenna dell’Ente Nazionale Protezione Animali denuncia una “situazione ambientale indecente” nel ravennate, definendo “strage annunciata” quella in corso alla Valle della Canna.

“Il disastro ecologico della Valle della Canna non dovrebbe stupire ed indignare più di tanto – spiega l’Ente in una nota –. Da molti anni, infatti, nel periodo estivo, in modo più o meno grave si lanciano appelli e proclami per quanto accade in quell’area valliva. Il guaio è che gli enti locali i quali dovrebbero vigilare, prevenire ed evitare cotali situazioni, sono da troppo tempo latitanti”.

“Punte Alberete è una discarica a cielo aperto – accusa l’Enpa –, le pinete di Classe e San Vitale versano in una condizione di avvilente incuria, la Pialassa dei Piomboni è preda di un inquinamento sorprendente, la Pialassa della Baiona è costantemente dragata da vongolari clandestini, la pineta Ramazzotti, alcuni anni or sono, andò in fumo e così via”.

L’Ente accusa poi certi amministratori di considerare le ricchezze naturali del territorio “un problema economico e gestionale che non porta voti”, mentre se “a muoversi è una ragazzina che, giustamente, denuncia i grandi problemi che attanagliano il pianeta, ecco che i politici fanno a gara per mettersi in evidenza e diventare i paladini più combattivi per la salvezza del mondo”.

In conclusione arriva anche un frecciata ai cacciatori: “Le associazioni venatorie hanno comunicato che i loro volontari si sono prodigati per soccorrere e recuperare gli uccelli e i pesci in agonia o già morti. Ne prendiamo atto, ma non possiamo tacere sul fatto che proprio in questi giorni certi cacciatori abbiano continuato a sparare nella valle retrostante a Marina Romea, ovvero, è proprio il caso di dirlo, ad un tiro di schioppo dal cimitero della Valle della Canna”.

 

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