21 ottobre 2019 - Ravenna, Economia & Lavoro

“Pd isolato da tutta l'opposizione sulla nuova maxi area commerciale a Fornace Zarattini”

Le parole di Ancisi (LpR)

“Pd isolato da tutta l'opposizione sulla nuova maxi area commerciale a Fornace Zarattini”

Riportiamo di seguito le parole di malcontento con cui Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna espone la sua opinione a proposito della nuova area commerciale a Fornace Zarattini.

“La battaglia che c’è stata ieri in Consiglio comunale sulla nuova maxi area commerciale pronta a farsi in via Faentina a Fornace Zarattini, di fronte al MAR, ha isolato totalmente il PD, coi suoi alleati, di fronte all’intera opposizione, chiarendo e smontando le “giustificazioni” e le “minimizzazioni” date alla stampa dal sindaco e dall’assessore all’urbanistica.

Cartina di tornasole è stato l’ordine del giorno presentato in corso di seduta da Alvaro Ancisi. Pur non riuscendo a far desistere la maggioranza dall’approvare di fatto un insediamento da 8 mila quadrati per il commercio di ogni genere di prodotti (al minuto, all’ingrosso e ingombranti), esclusi al momento quelli alimentari, l’iniziativa ha convinto tutti i sette gruppi di opposizione dell’intera geografia politica, da sinistra a destra, passando per il centro e per il settore “civico”, a bocciare la proposta del sindaco e ad approvare invece l’ordine del giorno di Lista per Ravenna. La battaglia accanita tra i due schieramenti si può vedere e ascoltare, a partire dal minuto 32°, in http://www.comune.ra.it/Comune/Consiglio-Comunale/Il-Consiglio-Comunale/Sedute-consiliari/Archivio-video-riprese/Seduta-del-15-10-2019.

IL COMPORTAMENTO DEL SINDACO - Il sindaco di Ravenna aveva dichiarato, domenica scorsa, che in questa area da 52 mila mq “aprirà un Bricofer... esercizio commerciale rivolto a hobbisti, artigiani e piccole imprese”. Il giorno dopo, il suo assessore all’Urbanistica aveva aggiunto che “si è aggiudicata i lavori”, come se avesse già in mano il permesso di costruire, Bricoman, marchio controllato da Bricofer Italia s.p.a., che nel 2018 ha acquisito la rete Self, già presente a Ravenna. Non si dovrebbe discutere di interessi privati quando si scrivono le norme urbanistiche che valgono per tutti e nel tempo finché non vengono cambiate, ma di questo progetto nulla era stato detto, tanto meno documentato, ai consiglieri comunali, neppure nella commissione consiliare che ha istruito il provvedimento in discussione. Non era stato mostrato a loro neppure il Piano Urbanistico Attuativo (PUA), depositato già in aprile dai proprietari dell’area.

SVELATI GLI ALTARINI - Le “rivelazioni” del sindaco hanno però suggerito al capogruppo di Lista per Ravenna di chiedere lunedì agli uffici e di ottenere ieri la “relazione tecnico descrittiva del PUA stesso”, scoprendo così gli altarini (come documentato nell’estratto allegato). “La struttura di vendita Bricoman” è di 3.000 mq, composti da 2.500 per la vendita ingrosso-dettaglio e da 500 per la vendita di merci ingombranti. Ma è previsto un altro edificio di vendita da 1.500 mq. In tutto, 4.500 mq. Dunque, non c’è solo Bricoman in questa area, come hanno detto sindaco e assessore: soprattutto, non per gli 8.000 metri quadrati a cui ieri il PD ha dato via libera, che d’ora in poi possono essere occupati tutti, per qualsiasi genere di commercio non alimentare, a prescindere che oggi, per 3.000, si parli di Bricoman. Basta che lo decida la proprietà dell’aerea. Le convenzioni in atto, per quanto contestate sempre dall’opposizione, segnatamente da Lista per Ravenna, consentivano di occupare 5.000 mq quadrati. I 3.000 che sono stati aggiunti sarebbero stati cancellati se fosse prevalso il voto negativo chiesto dall’opposizione, come ha ammesso anche l’assessore all’urbanistica.

L’ordine del giorno di Ancisi - L’ordine del giorno di Ancisi, dimostrando come il progetto che avrebbe dovuto giustificare 8.000 mq in realtà è solo per 4.500, si è espresso di conseguenza come segue: “Nella sostanza, questo insediamento, anche se ‘solo’ di 4.500 metri quadrati, avrà un impatto negativo per la sopravvivenza dei negozi e delle strutture piccole e medie attive sul territorio che praticano il commercio di prodotti del genere Bricofer, soprattutto nei centri minori e nelle frazioni di Ravenna e dell’intera provincia, essendo questo marchio già presente anche a Faenza. Consentire, anche se non da subito, la possibilità di estendere ad 8.000 i metri quadrati di vendita commerciale, e per chissà quale altra specie di vendite, sarebbe oltremodo insostenibile. Meglio ritagliare 3.000 mq di verde. Ciò premesso, il Consiglio comunale chiede al sindaco e alla giunta che non si dia sottoscrizione immediata all’accordo in oggetto, affinché sia sottoposto ad un attento approfondimento e riesame, da perseguire congiuntamente al Consiglio comunale stesso”. Non hanno accettato neppure che se ne ridiscutesse. Ma non ci vengano a dire che non si poteva fare altro. Siano onesti almeno con se stessi. A loro di Ravenna non frega niente. Territorio, imprese e affari servono solo per i loro fini”.

 

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