29 ottobre 2019 - Ravenna, Cultura, Arte

Le grandi bellezze di Ravenna: piazza del Popolo

Le statue sulle colonnine: quando il Leone di San Marco fu sostituito dalla statua di San Vitale

Piazza del Popolo

Il centro pulsante per eccellenza della città di Ravenna è senza dubbio la notissima Piazza del Popolo: punto di incontro che unisce le vie del centro storico e che non di rado accoglie eventi e manifestazioni.

Venne costruita dai veneziani nella seconda metà del Quattrocento, anni (1470-80) in cui furono definite le dimensioni della piazza in seguito all'ampliamento di un semplice spiazzo lungo la sponda del canale Padenna, che scorreva nel punto in cui ora si erge il palazzo merlato, le dimensioni da allora sono rimaste inalterate.

Piazza del popolo

Le colonnine e il nome

Nel 1483 furono erette due colonne in granito a delimitare la piazza verso il corso del Padenna.

In cima a una delle due fu collocato il Leone di San Marco; sull'altra, la statua del patrono Sant'Apollinare.

Dal 1509, anno in cui il pontefice Giulio II prese possesso della città sconfiggendo i veneziani alla Ghiaia d'Adda, le insegne della Serenissima sparirono dalla piazza: il leone sulla colonna fu sostituito da Sant’Apollinare e al suo fianco fu collocata la statua di San Vitale e così è tutt’ora.

Piazza del Popolo - colonnine

Entrambe le colonnine poggiano su basamenti circolari ornati di motivi floreali e segni zodiacali.

Dopo la proclamazione del Regno d'Italia, la piazza fu dapprima intitolata a Vittorio Emanuele II. L'attuale denominazione risale al referendum istituzionale del 1946, quando oltre l'88% dei ravennati (la più alta percentuale in Italia) preferì la repubblica alla monarchia.

Palazzi

A fare da cornice alla piazza troviamo: il Palazzo Merlato, che si trova vicino alle due colonne, il quale è stato costruito nel corso del Trecento dove anticamente si trovava la residenza della famiglia Da Polenta.

Palazzo Merlato in piazza del Popolo

Sul lato sud della piazza troviamo il palazzo del Rettore di Romagna edificato nel 1295, successivamente divenne palazzo Apostolico e sede del Legato di Romagna.

In piazza del Popolo si trova anche l’ex sede della Banca Nazionale del Lavoro, costruita dall’architetto Camillo Morigia, collegato al palazzo della prefettura da un voltone, dal quale è possibile scorgere la tomba di Dante.

Lungo il perimetro della piazza troviamo anche il Palazzo dei Rasponi del Sale, attuale sede della banca Unicredit.

Orologio pubblico

Nel tardo Quattrocento la facciata della chiesa veneziana di San Ruffillo (poi San Sebastiano) inglobava il quadrante dell’orologio meccanico pubblico. La costruzione fu poi affiancata da una seconda chiesa dedicata a San Marco; insieme vennero a formare un unico complesso sormontato da un campanile eretto al di sopra dell’orologio.

Orologio pubblico in piazza del Popolo

Intorno al 1783 Camillo Morigia risistemò la facciata e le conferì un gusto neoclassico, riposizionando l’orologio entro il lato della torre affacciato sulla piazza. Nel 1789 furono sostituiti meccanismo e quadrante con nuovi congegni costruiti dal bolognese Cristino Fornacini. A causa delle soppressioni napoleoniche, l’antico complesso religioso fu sconsacrato e adibito nel tempo a vari utilizzi: a sede della Dogana (1798), a primo cinematografo cittadino (1907) ed ad altri più modeste destinazioni.

Nel 1925, l’edificio fu abbattuto e interamente ricostruito, preservando la facciata del Morigia. Nello stesso anno, la torre dell’orologio, frequentemente rimaneggiata già nel corso del XIX secolo, assunse l’aspetto attuale. Nel 1928 il palazzo fu restaurato e divenne la prima sede della Casa del Fascio ravennate, fino al 1939.

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