5 novembre 2019 - Ravenna, Cronaca

Oro rosso a Mandriole, così rinasce la coltivazione dello zafferano a Ravenna

La spezia, coltivata nei nostri territori fin dal 1700, era caduta nell’oblio per molto tempo

Lo zafferano e la Romagna: una lunga storia non a tutti nota, che parte da molto lontano. Fin dal 1700, infatti, questa preziosa spezia fu coltivata nei nostri territori, come testimoniano scritti di ordini religiosi dell’epoca. Le carestie che seguirono, però, costrinsero all’abbandono della coltivazione a favore di colture più adatte a sfamare la popolazione.

Negli ultimi anni, la passione per lo zafferano ha conosciuto una rinascita che sta portando nei nostri territori piccole produzioni di eccellenza, che spesso ridanno vita a terreni che rischiavano l’abbandono, ripristinando un patrimonio di cultura e conoscenze nella nostra regione.

Abbiamo intervistato, a questo proposito, Roberta Fiorancini, che dal 2017 ha avviato una produzione di zafferano a Mandriole, con risultati incoraggianti.

Roberta, come è nata l’idea di avviare una coltivazione di zafferano a Mandriole?

Ho sempre avuto la passione per lo Zafferano e quando nel 2016 ho perso il lavoro ho deciso di creare qualcosa di mio e di diverso, avendo a disposizione del terreno. Ho cominciato ad interessarmi alla coltivazione della preziosa spezia che nasce dalla pianta del Crocus Sativus, ho iniziato a documentarmi e confrontarmi con altri produttori, per avere consigli sulla coltivazione, così nel 2017 ho interrato i primi bulbi. Anche se il primo raccolto è stato veramente modesto, vedere il fiore della spezia è stata un’emozione unica. Cosi nel 2018, ho deciso di impiantare nuovi bulbi e avviare una mia attività agricola per la produzione e la vendita dello Zafferano.

Soddisfatta della scelta fatta?

Molto. Ogni anno quando ci si avvia alla fine dell’estate, verso la metà di settembre, comincia il periodo in cui si attende con ansia di vedere i primi germogli fuoriuscire dalla terra; tutti giorni si va nel campo sino al giorno in cui appaiono le prime spate, poi il campo si riempie tutto di foglioline verdi, sino al giorno in cui con grande sorpresa ed emozione spuntano i primi fiori. Un fiore di una bellezza unica, come dire: amore a prima vista. Ho voluto dedicare la mia attività proprio al territorio su cui nasce, cosi le ho dato il nome “L’oro rosso del Pereo”, proprio per la storia che unisce la località di Mandriole con la storia del Pereo.

Per circa un mese, la raccolta e la mondatura dei fiori non è solo attività agricola, ma un momento conviviale con la mia famiglia. Li raccogliamo insieme e poi, intorno ad un tavolo del mio laboratorio, facendo trebbo li mondiamo. Al termine, gli stimmi vengono essiccati e conservati in attesa della loro maturazione. È difficile descrivere la bellezza del campo completamente ricoperto di fiori. È una scelta che rifarei sicuramente.

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