5 novembre 2019 - Ravenna, Spettacoli

La Trilogia d’Autunno torna a esplorare i due volti di Aida

Mercoledì 6 novembre, alle 20.30 al Teatro Alighieri

La seconda recita di Aida per il giro di boa della Trilogia d’Autunno
 

La Trilogia d’Autunno di Ravenna Festival torna a esplorare i due volti di Aida: quello pubblico e trionfale - illuminato da sontuosi costumi e immerso nei preziosi colori delle scenografie virtuali, arricchito dal coro e dalle trombe - e quello privato e doloroso di un dramma che oppone la patria all’amore, il destino alla scelta…e naturalmente due donne, rivali eppure inaspettatamente vicine. Mercoledì 6 novembre, alle 20.30, l’opera di Verdi è al Teatro Alighieri, svelata in tutti i suoi contrasti e meravigliose malinconie dal tocco registico di Cristina Mazzavillani Muti, con più di un momento inaspettato e tecnologie in grado di regalare visioni archeologiche dell’Antico Egitto.

Aida (Zani-Casadio)

In buca l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, guidata da Nicola Paszkowski, e in scena il Coro “Luigi Cherubini”, integrato da elementi del Coro Marchigiano “Vincenzo Bellini” e preparato da Antonio Greco. L’ultima replica di Aida è in programma per sabato 9 novembre, sempre alle 20.30. In occasione di tutte le recite il pubblico potrà usufruire di Lyri, l’app gratuita e multilingue che permette di visualizzare il libretto su smartphone e tablet.
Aida (Zani-Casadio)
Nel ruolo di Aida, figlia del re etiope Amonasro ma schiava degli Egizi che ne ignorano l’identità, c’è il soprano lituano Monika Falcon. Amneris, figlia del faraone di cui Aida è ancella nonché rivale in amore, è il mezzosoprano brasiliano Ana Victória Pitts. Oggetto della contesa il condottiero Radames, ovvero il tenore azero Azer Zada. Amonasro è Serban Vasile, già nel ruolo protagonista del Nabucco della Trilogia 2018, e il Re d’Egitto Adriano Gramigni. Andrea Vittorio De Campo è invece Ramfis, capo dei sacerdoti, Maria Paola Di Carlo la Grande Sacerdotessa e Riccardo Rados un messaggero. Nel quarto atto si alza il canto del soprano turco Simge Büyükedes, tratto dal poema Makber di Abdülhak Hâmid Tarhan, come preludio alla tragica conclusione del dramma. In azione, coordinato e ispirato dalla regia di Cristina Muti, il team che vede il visual designer Ezio Antonelli alle scene, Vincent Longuemare alle luci e Davide Broccoli come video programmer; sono invece di Anna Biagiotti i costumi (assistente Sofia Vannini).

La banda di palcoscenico - in collaborazione con gli ISSM di Ravenna e di Cesena - è diretta da Alicia Galli, mentre i Romagna Brass sono le trombe egiziane. Le danzatrici in scena sono Lara Viscuso e Lara Guidetti, quest’ultima autrice delle coreografie. La danza dei moretti del secondo atto è invece l’occasione per alcuni dei giovanissimi che hanno partecipato al percorso Alla scoperta delle energie creative della Romagna, audizioni-incontri di Cristina Muti aperti ai ragazzi del territorio dagli 8 ai 18 anni, di “irrompere” in scena con i propri modernissimi linguaggi. In scena anche Carcassa, un’opera firmata da Lorenzo Scarpellini dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna.

Aida (Zani-Casadio)

 

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