6 novembre 2019 - Ravenna, Cronaca

Raccolta differenziata in crescita nel ravennate

Dal 54% del 2017 a quasi il 56% nel 2018, con una raccolta pro capite di oltre 420 kg per abitante e un effettivo recupero che sfiora il 94%

L’ambiente chiama e il territorio ravennate, con il contributo del Gruppo Hera, risponde. Cresce, infatti, la raccolta differenziata, passata dal 54% del 2017 a quasi il 56% nel 2018, con una raccolta pro capite di oltre 420 kg per abitante e un effettivo recupero che sfiora il 94%. La multiutility conferma così il proprio ruolo d’eccellenza in un’economia virtuosa che ogni anno muove 12 miliardi di euro di fatturato, di cui oltre 5 miliardi solo nel ravennate, dove le attività collegate alla prima destinazione e al recupero dei rifiuti danno lavoro, attraverso 41 aziende e 46 impianti di recupero, a più di 11.500 persone.

Il Gruppo Hera avanza negli obiettivi fissati dall’Unione Europea

Le ottime performance ambientali della multiutility, del resto, trovano conferma su tutto il territorio servito, dove il tasso di riciclo sale complessivamente al 53% (+5 punti percentuali rispetto al 2017): così il territorio servito dal Gruppo Hera sfiora l’obiettivo del 55% fissato dall’UE al 2025. Sempre in tema target europei, inoltre, la multiutility - registrando un tasso del 72% - ha superato in largo anticipo l’obiettivo del 70% nel riciclo degli imballaggi richiesto entro il 2030. Entrambi i valori sono stati calcolati tracciando e seguendo i rifiuti da raccolta differenziata trattati in 60 impianti di prima destinazione e in 149 impianti di riciclo.

Questo è quanto emerge dalla decima edizione di “Sulle tracce dei rifiuti”, report di sostenibilità del Gruppo Hera dedicato all’economia circolare che traccia la destinazione dei rifiuti raccolti, presentato in questi giorni a Ecomondo, fiera di riferimento a livello internazionale per l’innovazione industriale e tecnologica dell’economia circolare a Rimini. Il report rileva che nei territori serviti dalla multiutility la raccolta differenziata effettivamente recuperata nel 2018 è stata pari al 92%.

Sfogliando 'Sulle tracce dei rifiuti', inoltre, si può entrare nel dettaglio dei diversi materiali: si va dal vetro, con una raccolta pro capite di 37 kg e un riciclo che raggiunge il 96%, alla carta, con 65 kg raccolti per abitante e una quota di materia effettivamente recuperata che tocca il 92%, passando per tanti altri materiali fra cui la plastica, con 31 kg raccolti per abitante e il 72% di materia portato a recupero. Il report – che offre ulteriori approfondimenti dedicati a verde, organico, metallo, legno e ferro oltre che a oli vegetali, RAEE e, per la prima volta, ai tessili - propone un’ampia panoramica sul legame fra la qualità della raccolta differenziata effettuata dai cittadini e i benefici prodotti, sia dal punto di vista ambientale che da quello economico, con un risparmio annuo che nel 2018 è stato stimato in circa 32 euro a famiglia, pari al 13% della bolletta.

Il primo report annuale New Plastics Economy Global Commitment

Hera è l’unica multiutility italiana ad avere sottoscritto il New Plastics Economy Global Commitment, il programma internazionale della Fondazione Ellen MacArthur che invita aziende e governi a ridurre l’inquinamento da plastica attraverso politiche di innovazione e di economia circolare firmato lo scorso ottobre da oltre 400 aziende, che rappresentano da sole il 20% dei produttori mondiali di imballaggi plastici. In particolare, emerge come il Gruppo Hera, solo nel 2018, abbia aumentato del 10% la produzione di plastica proveniente dalla raccolta differenziata (obiettivo +30% al 2025) e del 7% la materia prima seconda prodotta (obiettivo +68% al 2025). Per questa sfida il Gruppo ha deciso di puntare soprattutto sull’eccellenza di Aliplast, controllata di Herambiente, prima impresa in Italia a integrare completamente l’intero ciclo di vita della plastica. Per raggiungere questi target, tuttavia, è necessaria la collaborazione dei cittadini, nell’ambito di una logica orientata a incentivare riuso e riciclo, allungando così quanto più possibile la vita media dei prodotti e dei materiali plastici e affinché questi non divengano mai rifiuto.

“Un’impresa come la nostra che gestisce risorse fondamentali per la vita dei cittadini non può che incrociare il suo cammino con quello dell’economia circolare, proprio perché non riguarda solo i rifiuti, ma anche il ciclo idrico e l’energia – ha dichiarato Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo Hera –. Crediamo in un approccio che affronta il problema delle risorse senza ridurlo alla gestione degli scarti. Grazie all’ impegno dei cittadini e al nostro lavoro, la raccolta differenziata nel 2018 ha sfiorato il 63% e prevediamo raggiungere il 73% al 2022, con effetti positivi sull’indotto della green economy illustrati nel nostro report “Sulle tracce dei rifiuti”. Sottoscrivendo il New Plastics Economy Global Commitment della Fondazione MacArthur, inoltre, ci siamo dati l’obiettivo di aumentare del 70% la nostra produzione di plastica riciclata entro il 2025. Il tema della raccolta diventa parte di una più ampia azione collettiva che guarda anche e soprattutto alla sorgente del problema, puntando su partecipazione, innovazione e capacità industriale.”

La pubblicazione della nuova edizione di “Sulle tracce dei rifiuti” segue quella degli altri quattro report di sostenibilità dedicati a specifiche aree di intervento della multiutility, fra questi: Valore all’energia, che rendiconta tutti i progetti in materia di efficienza energetica e contrasto alle emissioni di CO2, e In buone acque, che fornisce garanzie sulla qualità dell’acqua distribuita nel territorio servito dal Gruppo Hera e racconta l’impegno dell’azienda per rendere le infrastrutture idriche resilienti, ridurre i consumi e gli investimenti nel servizio idrico integrato.

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